Il Tirreno

«I vari in porto ci costano troppo»

«I vari in porto ci costano troppo»

Cna lancia l’allarme per il polo nautico: aziende nel dimenticatoio. Tongiani: accordo con Nca ma spazi non sempre liberi

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CARRARA. La Cna torna all’attacco sulla mancanza di spazi lungo la costa per i vari e gli alaggi delle imbarcazioni che vengono realizzare o sottoposte a refitting nel polo nautico apuano: appello ma anche frecciate. «Un polo zoppo in partenza», dice il presidente provinciale di Cna nautica, Carlo Alberto Tongiani. In effetti c’è la possibilità di varare nel porto, con la disponibilità data dalla Porto di Carrara spa, ed esistte anche un accordo con Nca per le operazioni necessarie alle imprese associate a Cna e Confartigianato. Ma Tongiani sottolinea due problemi: «Nca sta rispettando l’intesa, nulla da dire, e oltretutto ha tariffe (a metro), più o meno come quelle dei vicini porti di Viareggio e La Spezia. Però, proprio per le esigenze dell’attività della Admiral Tecnomar, noi dobbiamo attendere che ci siano gli spazi liberi per poter varare le “nostre” barche. In quanto al porto, no ci sono problemi per i nostri vari, ma le tariffe sono troppo alte».

Fa un esempio: «Una barca di 30 metri da varare, in cantiere ci costa circa 1.800 euro (tariffa calcolata per metri), mentre al porto ci costa sui 10mila euro (tariffa a tonnellata); tutto dipende da dimensioni, tonnellaggio: i prezzi cambiano ma grosso modo siamo su questi livelli. Comlessivamente facciamo 70-80 operazioni all’anno fra quelle in Nca e quelle in porto, ma perdiamo terreno, proprio perché sui clienti che ci chiedono preventivi, dobbiamo caricare anche i costi dei vari, e quellli portuali sono eccessivi».

La Cna affida il suo pensiero anche a una nota.

«Sinceramente a me fa molto piacere quando sento parlare della nautica da diporto in modo positivo, soprattutto come possibile motore di sviluppo occupazionale nel nostro purtroppo misero territorio. Nca in questo senso è sicuramente un esempio straordinario che, sono convinto, debba essere coadiuvato da tutti per arrivare ad esprimere le sue grandi capacità. Nello stesso tempo però credo che la dirigenza di Nca dovrebbe fare ammenda per alcuni atteggiamenti e valutare che si è inserita in un contesto consolidato da tanto tempo assumendosi, anche pubblicamente, degli oneri nei confronti del territorio», dice Carlo Alberto Tongiani – Esiste un importante comparto della nautica formato da decine di aziende insediate nella zona industriale, che hanno investito in strutture senza chiedere aiuti a nessuno e che sono finite nel dimenticatoio. Da quindici anni chiediamo un sbocco al mare all'interno del porto per operazioni di alaggio e varo di barche a prezzi "normali" che ci consentano di riempire i capannoni in inverno e far lavorare nei refitting tanti artigiani e tante imprese. Allora mi chiedo: per ottenere l'interesse di tutti bisogna organizzare una festa? Ditecelo e state sicuri che organizzeremo un intero festival». Qui il riferimento è alla recente festa con fuochi d’artificio fatta da Nca per i suoi clienti.

E aggiunge, il presidente di Cna Paol Bedini: «Purtroppo si associa la parola sviluppo solo quando parliamo di aziende che vengono da fuori provincia, alle grandi compagini e ai grandi investimenti e ci si dimentica del tessuto economico locale fatto di piccole realtà. Nei loro confronti l'attenzione è sempre molto distratta e raramente abbiamo assistito a prese di posizione». Poi si rivolge a chi amministra il territorio: «Sono le piccole imprese che contribuiscono a fare la differenza ogni giorno. Auspichiamo in futuro la stessa considerazione».

Bedini, nella sua nota, non si esime dall'entrare nella polemica: «La proprietà di Admiral si deve rendere conto che se a teatro c'è brusio, vuol dire che lo spettacolo non e poi andato cosi bene. Ai sindacati invece consiglio una linea meno dirompente. Non sempre si possono prendere posizioni a prescindere, se vogliamo competere con il mondo, con i mercati, bisogna avere la forza di cambiare».(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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