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Dissequestrata la casa del delitto di Castelnuovo

Dissequestrata la casa del delitto di Castelnuovo

I sigilli erano stati posti il 14 marzo dello scorso anno resta senza colpevoli l’omicidio della 77enne Marisa Morchi

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CASTELNUOVO MAGRA. Tolti i sigilli di sequestro alla casa dell’orrore dove, il 14 marzo dello scorso anno, venne barbaramente uccisa la 77enne Marisa Morchi.

Circa 17 mesi dopo quella tragica mattina, è scattato il dissequestro della piccola abitazione a pianterreno di via Palvotrisia dove la donna venne trovata cadavere dalla figlia, Marima Palma.

Un vista terribile si palesò agli occhi della congiunta che, non vedendo arrivare la mamma a pranzo, dove era attesa nella sua abitazione poco distante, preoccupata, si precipiò in via Palvotrisia, facendo poi la macabra scoperta: Marisa Morchi era stata uccisa da mani ancora sconosciute. Inoltre l’assassino (o gli assassini) si accanì sul corpo martoriato dell’anziana, mozzandole anche una mano.

Marisa Morchi abitava da sola nella casetta circondata da un piccolo giardino e un orticello sul retro che l’anziana coltivava con cura. Si tratta di un’abitazione modesta ma dignitosa che la donna preferiva a quelle certo più comode e moderne della zona dove, appunto, vive Marina Palma con i suoi due figli.

La notizia che la casa della amata mamma, con tutte le sue cose ancora custodite all’interno, poteva finalmente tornare a sua disposizione, è stata accolta con un po’ sollievo da parte della figlia Marina che però non nasconde l’ansia derivata dal fatto che chi le ha ucciso la madre non è ancora stato assicurato alla giustizia.

Pochi i commenti di Marina Palma: «Adesso potremo recuperare le cose che erano state di mia madre - ha detto - quindi lasceremo definitivamente quella casa dove la mamma era in affitto. Rientrare in quelle stanze è sempre drammatico dato che sono le ultime cose che ha visto prima di essere uccisa».

Marisa Morchi vnne uccisa nella tarda mattinata di quel giovedì 14 marzo, mentre tutt’attorno c’era la vitalità di via Palvotrisia, una traversa dell’Aurelia, nella quale vi abitano tantissime persone e quindi non certo zona deserta.

Alle indagini hanno partecipato anche i Ris di Parma che, più volte, si sono appunto recati nella casetta del delitto.

Fabrizio Palagi

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