Sicurezza
Case, il nuovo catasto sarà un salasso
Massa ai primi posti nella top dei comuni capoluogo in cui la revisione dei valori farà aumentare di più le imposte
MASSA. Possedere un immobile - un fondo commerciale, una villetta ma anche un appartamento di valore modesto - diventerà un supplizio: figuriamoci per chi possiede l'uno e l'altra (ad esempio, un fondo e l'abitazione principale) oppure la prima casa ed una seconda abitazione (magari ereditata dal papà o dal nonno). Quel che abbiamo dovuto sborsare grazie all'Imu del Governo Monti e ciò che dovremo tirar fuori in autunno e/o a dicembre per effetto dell'Imu tornata sulla prima casa sotto mentite spoglie - leggi Tasi - non è nulla rispetto a ciò che ci aspetta quando la Riforma del Catasto sarà realtà. Ma questo si sapeva (almeno a livello di esperti). Ciò che si ignorava è che all'ombra delle Apuane - e al netto di auspicabili correttivi di sindaci e giunte - la Riforma peserà sui proprietari di immobili molto più che altrove in Italia e in Toscana. Lo dice un'indagine pubblicata sul Sole24ore di ieri.
La Riforma: che cos'è. Censiti alla fine degli anni '80, i valori catastali - la base su cui paghiamo le imposte - non hanno ormai niente a che vedere con quelli di mercato: la Riforma del Catasto colmerà questa distanza. Far leva sui valori di mercato, sia di compravendita che di locazione, significa però ampliare a dismisura la base imponibile su cui si calcola un'infinità di imposte (dall'Imu alla Tasi..). In generale e a livello Italia, i più prudenti parlano di incrementi medi del 10-15% delle rendite (su cui oggi viene determinato il valore catastale), i catastrofisti di raddoppio. L'indagine pubblicata dal quotidiano economico dimostra la grande discrepanza che può correre tra una città e l'altra. La Riforma del Catasto – comunque – si porta dietro rincari d'imposta, cioè più tasse da pagare. Il problema è capire di quanto sarà l'incremento.
Massesi tartassati. Veniamo all'indagine del Sole24ore che mette a confronto, per ogni capoluogo di provincia, l'attuale valore catastale medio con il prezzo medio del mercato cittadino. Oggi a Massa paghiamo Imu e pagheremo la Tasi su di una base imponibile media di 103.437 euro, a fronte di un valore di mercato medio stimato intorno a 252.928 euro. Facile rendersi conto della distanza: il divario è del 145%. Attenzione: la percentuale misura il divario tra la base imponibile di oggi e la base imponibile che verrà, non pesa l'incremento dell'imposta. Certo è che maggiore è il divario, più alto è l'incremento tra le tasse pagate oggi e le tasse che pagheremo in futuro. Nella classifica dei 103 capoluoghi di provincia italiani Massa si colloca al 28º posto per maggiore "sperequazione" (si dice), cioè è in posizione alta nella classifica dei comuni dove sarà più devastante per il contribuente l'entrata del nuovo Catasto. Non solo.
Più è modesta, più paghi. Se prendiamo in considerazione solo le case di modesto valore (categoria catastale A3), Massa sale ulteriormente nella classifica del rischio rincari: è al 9° posto - in Toscana è seconda solo a Pistoia - e il divario medio tra prezzo di mercato e valore catastale delle abitazioni di modesto valore è del 262% (valore decisamente alto). In altre parole: se le cose rimangono così, gli aumenti più pesanti delle tasse sul mattone peseranno su chi ha case, appartamenti e immobili in genere non di lusso né di valore medio alto, bensì di scarso valore economico. E meno male che da destra a sinistra si diceva che la Riforma del fisco - la cosiddetta "Delega fiscale" – il nuovo Catasto ne è un capitolo - deve essere fatta per garantire imposte prima di tutto eque. Alla faccia dell'equità!
I tempi. Consolatevi: avete tempo per mettere i soldi da parte. Per ora si tratta di rincari potenziali. E sin dalla proposta di legge della prim'ora s'è detto che dovrà essere garantita "l'invarianza del gettito delle singole imposte".
La parola ai sindaci. Significa che la revisione non deve portare a un aumento delle tasse: ma se aumenta la base su cui si calcolano, come è possibile che le tasse non aumentino? Risposta (del legislatore): per calmierare, si pensa di mettere mano alle aliquote e di rivedere il sistema delle deduzioni, detrazioni e franchigie; ma forse si ignora che il meccanismo impositivo che tassa il mattone è un inferno di complicazioni. Intanto, per i Comuni c’è l’obbligo di suddividere il territorio in zone catastali, aree omogenee dove la collocazione dei fabbricati, le bellezze naturali, la disponibilità di servizi caratterizzeranno gli immobili. Anche questo parametro inciderà.
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