Il Tirreno

Casa cantoniera occupata L’Anas promette soluzioni

Casa cantoniera occupata L’Anas promette soluzioni

«Non ci siamo dimenticati di questa struttura, abbiamo altre priorità ma presto interverremo». E il sindaco ripete: potete darla in affitto al Comune

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MONTIGNOSO. «Non ci siamo dimenticati della casa cantoniera di nostra proprietà. Abbiamo soltanto delle priorità cui far fronte, ma ce ne occuperemo presto». A parlare è l'Anas, proprietaria della casa cantoniera sull'Aurelia nel territorio di Montignoso, oggi nota come la “casa rossa”, l'immobile occupato da un gruppo di militanti di sinistra e diventato un centro di aggregazione punto di riferimento per molti ragazzi della provincia.

Nonostante le buone intenzioni, però, dal punto di vista frmale all'interno della 'casa rossa' si consuma ogni giorno un illecito, che il comune di Montignoso non può impedire, perché non è proprietario dell'immobile: l'occupazione è abusiva, senza contare che, in quell'immobile, quotidianamente vengono organizzati eventi di musica, teatro, politica ed enogastronomici (si cucina, si accendono fuochi e griglie) senza alcuna autorizzazione. Il che pone un problema di sicurezza e responsabilità. Per dirla in soldoni: se qualcuno si facesse male, se avvenisse un incidente durante un concerto, un incendio, o un qualsiasi imprevisto durante un evento con decine e decine di ragazzi, a risponderne sarebbe proprio l'Anas e forse la Prefettura, titolare dell'ordine e delle sicurezza pubblica. Eppure da Roma, nonostante le ripetute sollecitazioni del sindaco Narciso Buffoni, si sono disinteressati dell'episodio dell'occupazione avvenuto nel 2012, non hanno sporto denuncia alle forze dell'ordine, né tantomeno hanno fatto sapere al primo cittadino se avessero intenzione di accettare la proposta di affittare la casa cantoniera al comune, affinché potesse regolamentare la situazione e aprire un bando per associazioni. La casa cantoniera fu occupata il 5 ottobre del 2012 e divenne impropriamente un centro sociale per giovani e giovanissimi del territorio, a digiuno da spazi comuni in cui aggregarsi. Tutt'oggi la casa rossa è gestita da precari, studenti, disoccupati e migranti, uniti dal desiderio di reclamare diritti e spazi.

Buffoni ci aveva visto lungo a quel tempo: se l'Anas avesse affittato l'immobile al comune, quest'ultimo ne sarebbe diventato il diretto responsabile e avrebbe potuto prendere iniziative che oggi invece restano in capo alla società delle autostrade. L'obiettivo del comune rimarrebbe quello di mettere in piedi un bando di gara per la futura gestione dell'immobile, aperto proprio alle associazioni cultuale e giovanili del territorio.

La scorsa settimana l'Anas, con diversi dirigenti, è stata invitata a Montignoso per illustrare il grande progetto della rotatoria sull'Aurelia che verrà realizzata con risorse proprie entro la fine dell'anno e il sindaco Buffoni non si è lasciato scappare l'occasione per ricordare agli amici di Anas anche il problema della casa cantoniera. Un po' di imbarazzo c'è stato, dopo le parole del sindaco che ha messo il dito nella piaga dicendo: «State permettendo un illecito; le forze dell'ordine non possono sgomberare l'immobile perché nessuno glielo impone e non mi avete mai risposto riguardo la possibilità di prendere in affitto la casa cantoniera; le pratiche erano partite, sono arrivate a Roma, poi sono tornate indietro. Nessuno ci fa una bella figura». I dirigenti Anas si sono guardati negli occhi e hanno promesso un impegno preciso anche sul fronte della casa rossa: «Le cose da fare, le priorità- hanno detto- sono tante; sappiamo che qui c'è questo problema che va risolto; ci metteremo la testa a breve e promettiamo una risoluzione».

Manuela D’Angelo

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