Finanza
«Canoni non pagati da categorie»
Fabrizio Panesi (Pd): «Il problema è Master, non funziona il recupero dell’evasione»
MASSA. Il bilancio di previsione 2014 è stato approvato dal consiglio comunale di Massa e l'amministrazione porta a casa uno degli atti più importanti per la cittadinanza, sperando che, nei mesi che separano dal 2015, la "previsione" non risulti sbagliata.
Alla fine il bilancio c'è e i conti dovranno tornare ma, inutile nasconderlo, non è filato tutto liscio come l'olio e sono state mosse molte critiche al metodo, sia dalla maggioranza che dall'opposizione. Ci facciamo spiegare cosa è accaduto dal presidente della commissione bilancio Fabrizio Panesi (PD): «In commissione, in realtà, è andato tutto molto bene- inizia- ; la discussione è stata proficua, considerando che non è mai facile leggere un bilancio di questo tipo. Lo spirito è stato unanimemente costruttivo».
Il suo partito, il Pd, però non la pensa così, ha lamentato mancanza di partecipazione
«Il documento uscito dal Pd è molto chiaro. Il problema è stato a monte, perché in commissione noi riceviamo un bilancio che esce dalla giunta. Il Pd giustamente sostiene che alcune scelte potevano essere maggiormente condivise, mentre altre potevano essere comunicate, cosa che non è sempre avvenuta».
Può farci qualche esempio?
«Abbiamo sentito parlare della casa della musica: sarà in qualche capitolo del bilancio spero, questo è un caso di poca chiarezza, senza contare che l'intervento non era stato comunicato a nessuno. Poi ci sono scelte politiche che noi abbiamo contestato: l'abbassamento della tassa di soggiorno, ad esempio, manovra di cui sarà contento certamente qualche albergatore locale, e poi l'aumento dei ticket dei parcheggi a pagamento. Diciamo che chiedevamo un maggior allargamento delle proposte di bilancio, per creare anche più entusiasmo nell'approvazione finale».
Che le tasse verranno aumentate lo vogliamo dire ai cittadini?
«Si è così, ci saranno più tasse. Ma non per colpa dell'amministrazione. È lo Stato che le ha imposte. Però se tutto il resto della galassia dei conti pubblici andasse bene, forse noi politici non avremmo questo imbarazzo a dirlo ai nostri cittadini».
Cos'è che non torna nel resto dei conti pubblici?
«Ad esempio Master non funziona e il Pd se ne sta occupando; ci sono categorie fortemente in debito con il comune, i balneari, gli ambulanti, i gestori delle sagre, chi non paga la concessione, chi il suolo pubblico, chi la spazzatura e si parla di centinaia di migliaia di euro. Però Master non fa nulla. Se uniamo questi soldi, con quelli della tassa di soggiorno, con quelli che diamo all'Anci, ad esempio, senza ricevere alcun servizio, circa 24 mila euro, forse il comune avrebbe avuto margini diversi su cui giocare la partita delle tasse».
Ha parlato di "imbarazzo" anche in consiglio per alcuni atti. Come mai?
«Mi riferivo all'emendamento sulla Tasi per gli immobili di categoria D, ovvero capannoni industriali e le banche. Era un emendamento che, ai tempi della discussione in commissione, avrebbe dovuto presentare la maggioranza, per innalzare la Tasi degli occupanti, fissata al minimo, ovvero al 10%. Poi non se ne è saputo più nulla: la paura, forse, era quella di farla passare per una patrimoniale. Allora l'emendamento l'ho presentato io personalmente, credendo che l'intenzione fosse rimasta intatta e chiedendo l'alzamento al 30%. Ma mi sono sbagliato. L'intenzione era calata e l'ho dovuto ritirare».
Non dare al bilancio il parere positivo della commissione è stato un lapsus freudiano?
«No, quella è stata proprio una dimenticanza. Era una cosa così scontata che ho creduto di averla fatta automaticamente. Alla fine il bilancio l'abbiamo votato con convinzione e ora si tratta di dare concretezza ai programmi concordati».
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