Il Tirreno

Piatti e forchette di calacata: la nuova frontiera del marmo

di Alessandra Vivoli

Nel cuore della città uno spazio innovativo dedicato agli artigiani carraresi: vasi e gioielli sposano il bianco

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CARRARA. Uno spazio da scoprire, proprio nel cuore della città. Un giardino segreto, nella centralissima via Verdi. All’interno, una nuova declinazione del marmo. Dove il calacata si fa sottile e diventa un raffinato piatto modello Villeory e Boch. E si plasma nella posate Sambonet. O ricalca i modelli dei vecchi vasi in coccio della nonna, per accogliere le creazioni floreali dell’artista Paolo Verdini. Il marmo si fa anche gioiello, si sposa con l’oro rosa e l’agata nera, nelle suggestioni di Chiara Imperiali: erede di una grande dinastia di marmisti, il nonno era Cesare Petacchi, storico patron della Imeg, sulle cui ceneri è nata la Marmi Carrara. Chiara continua a seguire l’azienda di famiglia del padre Vittorio, ma ha messo anche la sua laurea allo Iulm a servizio del marmo. L'interpretazione e la creazione di Marbles Atelier è nata da Paolo Verdini, organizzatore, direttore artistico e flower designer. «L' idea - spiega - è stata quella di mettere insieme persone che facciano confluire diverse discipline che mettano in luce l'originalità, la creatività, l'artigianalità di Carrara».

Paolo Verdini ha ideato il progetto Marbles Atelier, per produrre, con un design esclusivo, oggetti in marmo come vasi, contenitori e altri componenti d'arredo che, discostandosi dalla produzione oggettistica tradizionale, possono trovare spazio sul mercato con un utilizzo nuovo e particolare: i piatti in marmo, ad esempio, sono un prototipo ma verranno prodotti e commercializzati i e potranno addirittura essere messi in lavastoviglie. Anche i gioielli in marmo, presentati nello spazio espositivo, in occasione di Marble Week, sono il sorprendente risultato della fusione tra la tradizione della materia utilizzata, la tecnica e la creatività

Il team di Marbles Atelier:

Chiara Imperiali della ditta Marmonia; Vittorio Imperiali della ditta C.M.M.; Giuliano Dazzi della ditta Dazzi Giuliano; Michele Dazzi della diitta BP mining; Alessandro Pucciarelli e Daniele Dragone della ditta AD marmi e Paolo Verdini della ditta Arts studio. Il locale che ospita la mostra è del negozio “Vezzi d’arte” di Barbara Zeni.

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