Finanza
Le assenze dall’ufficio e le timbrature
Parte cospicua della sentenza di condanna del collegio Sgambati, Garofalo e Aracri è la deposizione di un agente della mobile che racconta ai giudici come l’ex direttore del carcere si faceva passare...
Parte cospicua della sentenza di condanna del collegio Sgambati, Garofalo e Aracri è la deposizione di un agente della mobile che racconta ai giudici come l’ex direttore del carcere si faceva passare il badge per registrare la sua presenza anche quando non era in ufficio. È stato l'ispettore capo Stefano Olivieri a ripercorrere i pedinamenti e le intercettazioni che hanno riguardato Iodice da gennaio a maggio 2009. L'ex direttore in una telefonata chiede a un collaboratore di far strisciare la tessera magnetica (il badge che ha sostituito il vecchio cartellino da timbrare) perché lui non può andare in ufficio. E questo accade in più momenti. In un'occasione, per esempio, va nel carcere di Pontremoli perché nella casa di reclusione ci sono due ispettori. E lui li accompagna, essendo il responsabile. Sarebbe lavoro, ma secondo le intercettazioni telefoniche e l'aggancio delle celle poi non fa più rientro in via Pellegrini. È il 6 marzo. Altre volte invece si allontana dall'ufficio senza passare il badge per andare a pranzo con gli altri imputati in questa storia . Gli uomini della mobile hanno calcolato anche quanto tempo avrebbe "rubato" quando andava in piscina: 45 minuti in vasca più un generoso quarto d'ora per andare e venire (Olivieri ha detto che in realtà ci voleva di più per spostarsi dal carcere alla piscina). Le lezioni sono state 43, di queste 41 in orario di ufficio (praticamente una settimana lavorativa). altre ore (per la precisione 2.821 minuti) sono state invece contestate per quando si allontanava per pranzi o impegni personali (viaggi a Viareggio, per esempio). Ma doveva timbrare? Secondo la difesa no, l’appello servirà proprio a questo.
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