Gioco
I balneari insistono «Urge monitorare i lavori antierosione»
L’assessore Berti: «Il controllo è costante via satellite» In alcuni bagni la sabbia tiene, in altri c’è preoccupazione
MASSA. «Vogliamo che sia il Comune a prendere in mano la direzione dei lavori. Vogliamo che ci sia un monitoraggio continuo e che ci dicano se i lavori stanno funzionando. Quello che noi vediamo è che l'erosione è stata bloccata da una parte ma sta avanzando in un'altra». Stefano Gazzoli, vice-presidente di Riviera Apuana, torna a farsi sentire, a nome dei balneari, sul tema erosione. Lo fa durante l'ultima commissione comunale lavori pubblici voluta dal presidente Simone Ortori, di LeD, durante la quale hanno partecipato anche il vicesindaco, Uilian Berti, e il dirigente del settore, Fernando Della Pina. Nonostante, infatti, i lavori anti-erosione, dopo anni e una miriade di soldi spesi, siano quasi ultimati e apparentemente efficaci, le preoccupazioni dei balneari non si spengono, ma piuttosto si avvitano sulla rabbia. La formula “scogliera più ghiaia e sabbia” utilizzata per il tratto da sempre più colpito dal fenomeno, quello tra il Magliano e Ronchi, ha infatti retto la prova della recente mareggiata: la sabbia non è stata mangiata dal mare e gli addetti ai lavori hanno tirato un sospiro di sollievo. Più a sud, tuttavia, dopo l'ultimo pennello, quindi a Poveromo, dopo Oliviero, il problema incomincia a farsi sentire: al bagno Tropicana la costa ha arretrato di qualche metro e gli ombrelloni sono diminuiti di quattro file. A effetto domino, insomma, l'erosione sembra non essere stata frenata ma solo trascinata da nord a sud. «Ora siamo veramente stanchi – commenta Gazzoli – non ne possiamo più. Il prossimo anno io personalmente non farò entrare nemmeno una ruspa, mi ci metterò davanti. Quindi diteci come sono andati i lavori appena eseguiti e quali saranno i prossimo lavori». I punti sollevati in commissione da Gazzoli sono due: da una parte il fatto che l'erosione venga affrontata a compartimenti stagni «senza un minimo di progettualità che vada oltre l'emergenza». In secondo luogo, manca, secondo i balneari, un riscontro sull'efficacia dei lavori: «non viene fatto nemmeno un monitoraggio per capire se i lavori stiano funzionando - commenta Gazzoli - per capire se non siano, anche questa volta, stati spesi soldi a ufo, come per i geotubi. Ci vorrebbe un monitoraggio costante ma non vediamo nessuno sul mare. A meno che non vengano la notte». I balneari chiedono quindi aiuto all'amministrazione comunale, benché il suo potere nel campo sia molto limitato. Palazzo civico, infatti, è stato solo incaricato dalla Provincia – che ha la direzione dei lavori - di intervenire in un lotto, quello del Magliano, attraverso un milione e mezzo di euro arrivati dalla Regione. La prima parte dei lavori è stata ultimata (e funziona) la seconda riprenderà a stagione estiva terminata. Il monitoraggio spetta quindi alla Provincia, che ha dato l'incarico a un gruppo esterno di professionisti. Il vicesindaco, in ogni caso, cerca di tranquillizzare i balneari.«Il monitoraggio sull'erosione è costante attraverso il satellite – commenta in commissione – Per quanto riguarda i lavori, potremo dire se funzionano solo una volta ultimati, ma ai Ronchi hanno retto perfettamente la mareggiata».
Melania Carnevali
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