Gioco
Quelle lezioni alla terza età per non fidarsi degli estranei
MASSA. Continuano i corsi che la questura ha organizzato per insegnare agli anziani a tenere gli occhi aperti quando uno sconosciuto suona alla loro porta. Nei prossimi giorni se ne terranno sia a...
MASSA. Continuano i corsi che la questura ha organizzato per insegnare agli anziani a tenere gli occhi aperti quando uno sconosciuto suona alla loro porta. Nei prossimi giorni se ne terranno sia a Massa sia a Carrara. Ma per tutta l’estate il vice questore Alessandro Gini e i suoi collaboratori batteranno parrocchie e centri per la terza età organizzando incontri. Solitamente i vecchietti partecipano attivamente, una trentina per volta. «Fanno domande intelligenti e ci raccontano episodi reali che li ha visti protagonisti», spiega Gini.
La questura apuana per chiarire le idee alla terza età ha stilato una sorta di decalogo da ripetere come un mantra per non cascare nei tranelli più ingegnosi. Ecco le dieci regole d’oro: il truffatore è una persona che riesce facilmente ad individuare la sua vittima e conosce bene le tecniche adatte a scardinarne le difese mentali; i truffatori sfruttano spesso la vittima, si appropriano con mezzi fraudolenti delle sue informazioni; il truffatore cerca subito di ottenere la fiducia della vittima rivolgendole qualche complimento; spesso giocano sulle loro debolezze e paure, usando ad esempio una fonte autorevole; una delle trappole più riuscite dei truffatori è quella di fare leva sulla fragilità dei ricordi della vittima e sul suo orgoglio; le vittime, in gran parte dei casi, non sporgono la querela e non ne parlano neanche con i familiari, per vergogna, per un senso di inadeguatezza; il danno arrecato alle vittime delle truffe è enorme dal punto di vista psicologico e può sfociare in serie depressioni; se vediamo in strada un anziano avvicinato da persone, che sembra confuso, sperduto, o semplicemente imbarazzato, fermiamoci e chiediamogli se va tutto bene; parliamo con i nostri vicini anziani, ascoltiamo le loro difficoltà; chiamiamo polizia o carabinieri, per segnalare ogni situazione anomala o comunque sospetta.
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