Il Tirreno

«Niente concessioni, caducazioni nulle»

«Niente concessioni, caducazioni nulle»

Palmerio (Codici): manca lo strumento giuridico indispensabile per la coltivazione degli agri marmiferi

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «La caducazione di una cava può aver luogo esclusivamente quando esiste una regolare concessione».

A ribadirlo, entrando nel merito di una questione che riguarda proprio in questi giorni, e da vicino i bacini marmiferi apuani, è un comunicato firmato da Guido Palmerio dell’associazione Codici, inerente la “nullità delle decadenze o caducazioni di agri marmiferi”. Con questa comunicazione Codici si rivolge a “tutti i soggetti caducati e caducandi” ed in particolare alle 27 ditte del settore lapideo a cui il Comune ha annunciato l’avvio del procedimento amministrativo per la decadenza dalla concessione di 11 cave per mancato pagamento del canone da oltre un anno.

«Tutte le caducazioni di cava eseguite nell’ultimo decennio e le eventuali nuove sono giuridicamente nulle e più precisamente inesistenti -afferma Palmerio nel comunicato dell’associazione Codici- perché effettuate in assenza delle concessioni, che costituiscono lo strumento giuridico indispensabile per la coltivazione degli agri marmiferi».

Secondo l’associazione Codici, dunque, le società contro le quali il Comune ha avviato il procedimento di decadenza non avrebbero perso i loro diritti sulle rispettive cave.

A questo riguardo l’associazione invita gli interessati a presentare un esposto al Comune, in cui rilevare la nullità o inesistenza della caducazione.

A sostegno delle sue affermazioni Palmerio cita anche una sentenza emessa dalla prima sezione del Tar della Toscana ( la n. 5312 del 2003, relativa al ricorso Barsi n. 509/86 contro il Comune di Carrara), in cui si stabilisce che la caducazione di una cava, in assenza di concessione, non può avere luogo, essendo radicalmente nulla per mancanza di oggetto.

«Questa sentenza -scrive Palmerio- è esecutiva, non è stata impugnata e non esiste altro pronunciamento difforme da essa. Il Comune, quindi, -conclude l’esponente di Codici- ha dichiarato centinaia di caducazioni illegittime e nulle». «Il settore marmo - si chiude la nota - deve rivedere la materia marmo e caducazione, come sopra esposta, a scanso di commettere ulteriori illegalità».

David Chiappuella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web