Il Tirreno

In tribunale

Cinque antifascisti a processo

Cinque antifascisti a processo

Per l’occupazione dei binari nel 2009: presidio di protesta

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MASSA. Si svolgerà stamani il processo ai cinque antifascisti che la notte del 27 luglio occuparono i binari della stazione.

Contestualmente prenderà vita davanti al Teatro Guglielmi a partire dalle 9 un presidio di solidarietà organizzato da Massa Antifascista, a cui hanno dato la propria adesione anche il Partito dei Carc, la Casa Rossa e il Partito comunista dei lavoratori di Massa. Tutto risale alla notte del 26 luglio 2009, quando una cinquantina di antifascisti promossero una ronda popolare in opposizione alle ronde Sss dell’allora consigliere comunale de “La Destra”, Stefano Benedetti – che proprio nei mesi scorsi le ha riproposte. Ci furono degli scontri a Marina e due fermi, motivo per cui un gruppo di venti antifascisti occupò la notte seguente i binari. A distanza di quattro anni, gli attivisti di sinistra sono stati condannati con decreto penale a una sanzione pecuniaria; alcuni di essi hanno presentato opposizione e oggi si terrà la seconda udienza del loro processo – la prima fu rinviata per vizio di notifica. «Non intendiamo entrare nel merito della difesa tecnica dei compagni antifascisti – scrive Massa Antifascista - ma vogliamo portare alcune valutazioni di carattere politico. Il tentativo da parte del Governo di istituire le ronde, al di là dall'essere una “garanzia di sicurezza” per i cittadini, fu invece una delle misure funzionali allo sdoganamento, allo sviluppo e al radicamento delle organizzazioni neofasciste, razziste e xenofobe. Il ruolo politico delle ronde, come quello del fascismo e del razzismo è quello di contribuire ad alimentare nel campo delle masse popolari una guerra tra poveri: lavoratori italiani contro lavoratori immigrati, occupati contro disoccupati, giovani contro anziani, uomini contro donne, questa è la ricetta per far si che siano le masse popolari a continuare a pagare il prezzo della crisi. Per questo riteniamo che aver contribuito a “cacciare” le ronde razziste dal nostro territorio e dall'intero paese non sia stato solo legittimo ma doveroso».

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