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Divieto balneazione, altre analisi Arpat Il Versilia nel mirino
Operatori di settore allarmati per l’ennesimo sforamento Il livello di colibatteri continua a salire. Oggi i risultati
MONTIGNOSO. È il giorno dopo il secondo divieto di balneazione che ha toccato le acque di Cinquale: i balneari e gli operatori del settore sono allarmati da una situazione che, a questo punto, pare perdere il valore dell'eccezionalità e sembra più una costante. Mentre l'Arpat in queste ore esegue le analisi per l'ennesima volta nello specchio di acque denominato destra torrente Versilia, si contano i danni di una stagione balneare che non riesce a decollare, per la crisi, il maltempo e i divieti di balneazione. Il Comune ha ricevuto la telefonata di Arpat domenica mattina, ad uffici chiusi. Alle 14 il vicesindaco Eleonora Petracci ha firmato l'ordinanza di divieto di balneazione per i 20 stabilimenti della costa di Cinquale, avendo sotto mano soltanto un fax in cui Arpat segnalava livelli alti di colibatteri, ma nessun dettaglio più specifico.
Un provvedimento quello del divieto di balneazione che questa volta ha fatto meno male soltanto perché le spiagge erano quasi deserte per via di un temporale. Lunedì mattina il Comune ha richiesto all'Arpat nuove analisi, e si cerca di capire appunto se sia stato un altro evento straordinario a far sballare i risultati, oppure se ci sia un serio problema di inquinamento delle acque. Le cause potrebbero essere tante, ma nessuno si azzarda a fare previsioni. Qualcuno ieri ha sostenuto che il valore eccessivo dei colibatteri ( batteri fecali) nelle acque di Cinquale potesse essere dovuto ad un dragaggio delle sabbie alla foce del Versilia, avvenuto proprio il giorno prima del prelievo. Si sa che le foci dei fiumi non sono né pulite né balneabili, dunque portare sabbia dalla foce del Versilia in mare potrebbe aver contribuito ad aumentare il numero di colibatteri nelle acque. Ma sono solo supposizioni: per altri il problema è da anni sotto gli occhi di tutti e si chiama depuratore di Querceta, sottodimensionato già a popolazione normale, in inverno, figuriamoci in estate con l'arrivo dei turisti; una depurazione che non è eccellente e le cui acque finiscono nel Versilia e dunque poi nel mare di Montignoso ( perché il corso del fiume storicamente fu deviato da Forte dei Marmi verso la provincia apuana); se ci si mette anche il maltempo, infine, non c'è scampo per le acque montignosine: con l'ultimo nubifragio le fogne sono completamente saltate e i depuratori di tutti i comuni confinanti, anche quello delle Querce in territorio massese, sono stati superati dalla quantità di acqua arrivata da monte.
I colibatteri solo due settimane fa, era il 15 luglio, nel punto in cui Arpat è tornata a fare il prelievo, avevano superato le 8000 unità, con una soglia di tolleranza, prevista dalla legge, pari a 500 unità per 100 ml. Dati effettivamente troppo alti: per questo si è ritenuto opportuno monitorare ancora la situazione ed effettuare un secondo prelievo il 25 luglio, nonostante le acque fossero tornate subito balneabili e con valori nella norma. A questo punto tutto è possibile, tutto è da verificare. Le nuove analisi di Arpat potrebbero dimostrare che anche quest'ultimo è stato un episodio eccezionale, ma potrebbero anche rivelare il contrario e sarebbe un vero problema per la stagione dei balneari di Montignoso.
Manuela D’Angelo
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