Il dolore
Tregua in piscina: Comune e Butterfly valutano nuove tariffe
Si riapre il dialogo con la società dopo gli scontri sul chiosco abusivo e la diffida sugli abbonamenti
MASSA. Il Comune torna a dialogare con la Butterfly, la società che ha in gestione la piscina comunale. Dopo i contrasti delle scorse settimane, Butterfly e amministrazione si sono incontrate e hanno deciso insieme di percorrere una strada che probabilmente sarà alternativa alla battaglia in tribunale: il Comune rifarà le verifiche sulle opere e i lavori che sono stati eseguiti alla piscina, probabilmente si andrà anche alla rimodulazione delle tariffe cercando un accordo condiviso su tutta la linea. Un prossimo incontro è previsto per agosto poi, se l'accordo verrà trovato, i legali rinunceranno alle denunce pendenti in tribunale. Altrimenti a settembre si aprirà la stagione del processo.
Un ritorno al dialogo significativo, se si pensa che soltanto un mese fa la Butterfly fu diffidata dal Comune a vendere abbonamenti agli utenti, poiché personale comunale avrebbe provveduto quanto prima al recupero forzoso dell'impianto. Ancora prima, sempre il comune, aveva citato in giudizio la Butterfly, accusandola di non aver rispettato il capitolato firmato ad inizio mandato e infine, l'ultima tegola sulla testa della gestione, l'intimazione a smantellare un chiosco esterno che il comune sostiene sia abusivo, mentre la Butterfly sostiene di esserselo ritrovato al suo ingresso nell'impianto e quindi di doverlo lasciare intatto, per poi restituire al comune le opere così come le sono state consegnate.
Contro la gestione della Butterfly ci si è messo spesso anche il consigliere di Fi Stefano Benedetti, con ripetute segnalazioni di presunti irregolarità nella piscina, e con alcuni suggerimenti alquanto estremi, come quello di chiudere gli ingressi con lucchetti affinché il privato non potesse più entrare. Alcune società sportive hanno poi fin dall’inizio contestato la gestione Butterfly. A tutto questo, la società ha sempre opposto resistenza, portando atti, dati, testimonianze, e attraverso i vari ricorsi seguiti dall'avvocato Riccardo Lenzetti, che aveva addirittura prefigurato i reati di violenza privata e di diffamazione da parte del Comune. Va da sé che la strada della conciliazione, visto il ginepraio di querele e ricorsi, risulta ad entrambe le parti la più facile da seguire.
Manuela D’Angelo
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