Il Tirreno

Mare di nuovo vietato a Cinquale

di Giovanna Mezzana
Mare di nuovo vietato a Cinquale

Stop alla balneazione ma in tanti si tuffano lo stesso. I titolari dei bagni puntano il dito contro i dragaggi sul Versilia

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MONTIGNOSO. Rieccoci: siamo daccapo. A Cinquale torna il divieto di balneazione: lungo tutti i 700 metri di costa montignosina. Le ultime analisi dell’Arpat – quelle relative ai prelievi di venerdì 25 luglio – rivelano “valori” fuori della norma. Idrocarburi? Colibatteri? Non si sa. Il limbo manda su tutte le furie i balneari. Loro però un’idea – di quale sia almeno la causa – se la sono fatta: il dragaggio del ponte di Cinquale. Rispetto all’ultimo divieto – causato da un’”invasione” di batteri coli – i cartelli in spiaggia non sono però comparsi. E molti bagnanti, nonostante le informazioni avute dai titolari degli stabilimenti, hanno fatto, noncuranti, bagno e nuotate.

L’allerta Arpat. È l’ora di pranzo (ieri): Arpat invia il messaggio di allerta. «Siamo stati avvertiti telefonicamente – dice Eleonora Petracci, vicesindaco del comune di Montignoso – Ci siamo attivati intorno alle 14. Non sappiamo quando Arpat rifarà i prelievi: è domenica. Domani mattina (stamani, ndr) ci metteremo subito in moto». Il vicesindaco firma dunque l’ordinanza di «divieto temporaneo di balneazione»: tuffi impediti dal bagno comunale che confina con l’Henderson sino allo stabilimento che confina con la spiaggia libera di Forte dei Marmi. Gli agenti di polizia municipale partono da Villa Schiff con destinazione la spiaggia di Cinquale, dove consegnano, in mano ai balneari, il documento che Arpat ha inviato al Comune. Cartelli in riva al mare, però, non ne compariranno (almeno per tutta la giornata). Perchè è domenica e non si è fatto in tempo?

Sulla spiaggia. «In questo documento si parla di “risultati sfavorevoli” di aree “non idonee” alla balneazione – dice Carlo Pardini, presidente dei balneari di Cinquale e titolare del bagno Galliano – Ma non si capisce nè quale sia la causa, nè quali siano i valori fuori della norma. Noi vogliamo saperlo. Se domani (oggi, ndr) non ci verrà detto, le faccio fare io, privatamente, le analisi; anche se ai fini della permanenza o dell’eliminazione del divieto non valgono, almeno sappiamo cosa c’è che non va».

Le cause. Questa volta è difficile puntare il dito contro il maltempo. I campioni sono stati prelevati il 25 luglio, prima dunque della bomba d’acqua di sabato: il 23 luglio non ha piovuto, il 24 sono caduti 4,6 millimetri di pioggia, il 25 luglio 0,2 mm. Troppo pochi per smobilitare qualcosa a monte.

«Io so solo – aggiunge Pardini – che la notte prima del giorno in cui hanno fatto i prelievi c’è stato un dragaggio sul pontile di Cinquale (per togliere la sabbia che il mare deposita all’imboccatura e consentire il passaggio dei natanti, ndr). Può essere solo una coincidenza.... ma vorremmo sapere le cose come stanno» .

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