La manifestazione
«Fermare le cave è come impedire di fare il Chianti»
MARINA DI PIETRASANTA. «Impedire di coltivare le cave delle Apuane è come impedire di coltivare i vitigni del Chianti». È con queste parole che il critico d’arte Philippe Daverio ha iniziato il suo...
MARINA DI PIETRASANTA. «Impedire di coltivare le cave delle Apuane è come impedire di coltivare i vitigni del Chianti». È con queste parole che il critico d’arte Philippe Daverio ha iniziato il suo incontro di sabato pomeriggio al Caffè de La Versiliana, in un incontro introdotto dal giornalista carrarese David De Filippi, dove si è parlato del Premio Henraux, ma anche dell'industria del marmo apuo-versiliese.
Il noto personaggio televisivo non le ha mandate a dire e ha nominato la città di Carrara più di una volta. «Trovo le Alpi Apuane molto affascinanti – ha commentato dal palco, condiviso con il presidente dell'Henraux Paolo Carli –. Le vostre montagne sono ricoperte da una neve “mistica” che è il marmo. Vederle diventare “verdine” come le montagne svizzere sarebbe brutto».
Daverio ha poi sottolineato l'importanza del lavoro legato al marmo e il relativo indotto: «Le cave di marmo vengono lavorate da oltre duemila anni - ha aggiunto - Se posso fare un appello, dico che servirebbe un maggior ordine urbanistico, ma il lavoro del marmo va salvato. Non va confuso con un’ecologia da paccottiglia. Da queste cave nasce il lavoro e anche un po’ di quel caratteraccio tipico, legato alla pulsione anarcoide di queste terre». E proprio sul tema dell’ecologia Philippe Daverio ha concluso la parte del suo intervento dedicata alle cave e alle Apuane, per poi passare ad altri argomenti. «Non esiste un'ecologia in sé, ma un rapporto tra uomo e natura, il tutto tenendo conto anche della produttività». (ddf)
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