La manifestazione
Un mini esercito di dieci robot
Al Ducale va in scena la grande scienza, e c’è anche la mano “quasi umana”
MASSA. Tra il gioco e l'ingegneria. Tra il divertimento e il progresso tecnologico. È stato questo il quarto appuntamento di “Scienza a km 0”, la rassegna dedicata alla scienza organizzata dal Comune e patrocinata dalla Provincia, che ha visto arrivare nel cortile di Palazzo Ducale un gruppo di robot. Dieci per la precisione; vere e proprie macchine capaci di muoversi, prendere oggetti, superare ostacoli. Intelligenze artificiali, quindi, in grado di riprodurre alla perfezione le capacità motorie umane. A presentarli i loro ideatori o “curatori”, geni della robotica provenienti da tutto il mondo: da Europa, Nord e Sud America, Medio Oriente e Asia. Sono gli scienziati del Centro di ricerca Enrico Piaggio dell'Università di Pisa e dell'Istituto Italiano di Tecnologia, coordinati dal professor Antonio Bicchi. Gli scienziati hanno raccontato le loro esperienze, presentato i loro robot e ad ascoltarli c'erano tantissime persone, sopratutto bambini attratti e incuriositi, come solo loro riescono a esserlo, da quelle macchine quasi umane, a cui mancava veramente solo il pensiero. Tra i robot in mostra c'era la mano robotica SoftHand sviluppata tra i laboratori di Pisa e Genova e in grado di compiere prese sugli oggetti quasi con la stessa abilità di una mano umana, il robot QBmate mosso da attuatori che gli conferiscono un movimento naturale, il robot quadrupede HyQ in grado di superare ostacoli, camminare a trotto e impennarsi, e l'interfaccia con sensori tattili Phantom che comunica alle mani le sensazioni di differenti superfici, ad esempio rugose e lisce al tatto. C'era anche il robot umanoide Coman, che cammina e mantiene l'equilibrio se spinto; a presentarlo Enrico Mingo Hoffman, l'unico italiano del gruppo. Coman è stato sviluppato all'interno del progetto Europeo Amarsi dall'istituto Italiano di Tecnologia e a occuparsi dello sviluppo software ed hardware è stato il gruppo di robotica umanoide guidato da Nikos Tsagarakis. «Io mi occupo del controllo, dello sviluppo software e il mio tema di ricerca è l'interazione tra Coman e l'ambiente. - spiega Enrico Mingo Hoffman - Coman è dotato di cedevolezza passiva e attiva e questo lo rende capace di interagire in maniera avanzata e sicura con l'ambiente senza il rischio di rompersi». Insomma, a Massa è stato dato un assaggio del futuro che probabilmente verrà: robot che gireranno per le nostre case per compiere piccole mansioni o anche solo compagnia. (m.c.)
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