Il dolore
La rabbia: «Non vogliamo riperdere le nostre cose»
CARRARA. La rabbia esplode in tarda mattinata, quando le strade sono fiumi e l’acqua che cade incessantemente come un muro sulla città, lambisce case e negozi, entra in scantinati, e la rete fognaria...
CARRARA. La rabbia esplode in tarda mattinata, quando le strade sono fiumi e l’acqua che cade incessantemente come un muro sulla città, lambisce case e negozi, entra in scantinati, e la rete fognaria finisce nel mirino degli abitanti. che cominciano a tempestare di telefonate il comando dei vigili urbani per ottenere interventi di chiusura strade. Quei 74 millimetri caduti in due ore hanno fatto paura. Nell’alluvione del 2003 ne caddero 120 in una sola ora.
A complicare la situazione il traffico di automobilisti che cercavano di arrivare a casa il più presto possibile per non rischiare di rimanere bloccati da qualche parte: e così transitando producevano onde di acqua verso i negozi. In Via Comano rabbia alla tabaccheria: ««Qua riperdiamo un’alttra volta le nostre cose sotto l’acqua», dicono ricordando le precedenti alluvioni. «Abbiamo l’acqua ai polpacci, e la protezione civile non arriva, il bar è allagato, abbiamo chiesto la chiusura della strada per evitare almeno che ci passino le auto».
Ad Avenza un cittadino scatta foto alla rotatoria allagata fra viale XX Settembre e via Covetta. Punta il dito sulla situazione fognaria. IN effetti in quella zona ad ogni acquazzone tutto si allaga, rotatoria e un tratto di marciapiede lato Massa . Ma ieri sono finiti sott’acqua anche parti di marciapiede lato Sarzana. Difficile, anzi impossibil,e per i pedoni, passare. Altro punto critico alla rotatoria di via Giovan Pietro. Proteste e segnalazioni anche dalla zona Peep, in via Campo D’Appio nei pressi della Coop. Nei palazzi ai numeri civici 58 e 74 la gente era “inviperita”: «Da una vita attendiamo interventi contro gli allagamenti, e ora dobbiamo subirli anche in piena estate. Un mese fa abbiamo chiesto l’intervento di pulizia delle fognature, ma no si è visto nessuno». «C’è l’acqua al secondo gradino del palazzo», ha detto ieri mattina una signora. Due ore di pioggia furiosa sono bastate per creare enormi problemi alla città, che ormai deve fare i conti con le bombe d’acqua divenute quasi eventi “ordinari” e non più eccezionali con questo clima pazzo. Bombe d’acqua che spaventano anche perché la loro durata è imprevedibile.
Situazione surreale nel pomeriggio: sole, caldo, un mare piatto... ma marrone.(c.car.)
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