Toscana
Eaton, Ricci rassicura: al via le 70 assunzioni
Più vicino anche l’acquisto delle aree da parte della Regione. Che potrebbero non essere quelle confinanti della Solvay, ancora nel Sin. Dubbi del sindacato
MASSA. Rassicurazioni elargite a tutto campo: il progetto Iglom va avanti, il piano di ri-assunzioni sarà rispettato e anche l’operazione acquisizione di nuove aree per nuova industrializzazione è in marcia. Già lunedì, a questo proposito, la giunta regionale dovrebbe varare la delibera che dà mandato al Consorzio zona industriale per l’acquisizione dei terreni. È quanto emerso dall’incontro sulla vertenza Eaton – incontro a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dei lavoratori, il sindaco Alessandro Volpi, il commissario della Provincia Osvaldo Angeli, l’imprenditore Emilio Ricci, titolare di Iglom e le organizzazioni sindacali – che si è tenuto ieri mattina a palazzo civico. La riunione è servita a riannodare i fili della ormai lunghissima tela che ancora si cerca di tessere per salvare i posti di lavoro – 345 – persi con la chiusura della fabbrica della multinazionale Usa dell’automotive, nell’ormai lontano 2008.
Dall’incontro, tuttavia, è uscita anche una novità. Si tratta di questo: l’area che la Regione si è impegnata ad acquistare allo scopo di incentivare l’insediamento di nuove attività produttive (e quindi di creare occupazione per gli ex Eaton) potrebbe non essere quella della Solvay Bario e Derivati come previsto inizialmente nell’accordo di programma. Ma un altro terreno, ancora da individuare, all’interno della provincia. La ragione principale di questa opzione (che non è detto che sarà poi la scelta finale) è che i 33mila metri quadrati della Solvay, confinanti con Eaton, sono ancora nel perimetro Sin: le procedure per la bonifica sono cioè ancora di competenza del ministero e questo potrebbe scoraggiare eventuali investitori. Quindi, è opportuno guardarsi intorno per sondare la disponibilità di aree immediatamente utilizzabili. L’eventualità di acquisire alla mano pubblica aree lontane da Eaton suscita però qualche perplessità tra i sindacati. «Ci chiediamo come poi si possa tenere legata la ricollocazione dei lavoratori ex Eaton alla re-industrializzazione di terreni che magari vengono comprati in Lunigiana», fa osservare la segretaria provinciale di Fiom Luisa Pietrini.
Aldilà di questo tema, il barometro della vertenza sembra segnare sereno. Il dottor Ricci ha ribadito il suo impegno, la sua volontà di assumere 70 dipendenti, scegliendoli fra gli ex della Eaton. E già si è iniziato a ragionare sul come saranno scelti. Alcuni di loro hanno professionalità che li rendono già ricollocabili nell’attività di Iglom (che si occupa di infustamento di olii per macchine e motori). Altri dovranno essere “riconvertiti” con corsi di formazione. Ricci, così riferiscono con soddisfazione i sindacati, ha detto di voler confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori e di voler porre attenzione alle situazioni “sociali” dei lavoratori. Comunque, non sarà una passeggiata: gli operai in mobilità sono 240, le assunzioni in Iglom 70. Soltanto uno su tre ce la farà. E per gli altri 170?
Il nodo è proprio questo: oltre l’operazione Iglom – Ricci è stato, in questi 5 anni, l’unico imprenditore a farsi avanti con un serio piano di re-industrializzazione – non si vedono all’orizzonte altre prospettive. In questa fase di crisi profonda di aziende vogliose di investire, di aprire un’attività a Massa e di assumere non si vede traccia. E la disponibilità di avere le aree acquistate a spese della Regione – che pure è un incentivo non da poco – non pare in grado di modificare la situazione».(c.f.)
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