Sicurezza
Due aziende del marmo chiuse per un furto di rame
Ladri distruggono la centralina elettrica in tilt l’ attività delle imprese 21 operai a casa, commesse a rischio
MASSA - +Ladri di rame mettono in crisi due aziende del marmo. Due aziende che sono costrette addirittura a chiudere i battenti (temporaneamente) perchè il furto ha mandato in tilt l’intero impianto elettrico. E, senza elettricità, le macchine si fermano.
Vittime dei furti e della crisi sono la Cave “Carcaraia Srl.” e la Pietra Nuova, entrambe con sede in via Massa Avenza, zona industriale, dove condividono uno stesso lotto produttivo. Più volte, raccontano i titolari – Alberto Pellegrini di Carcaraia e Alessandro Iardella di Pietra Nuova – abbiamo subito furti. L’ultimo, il 13 luglio scorso, ha avuto esiti disastrosi. I ladri sono entrati durante la notte e hanno distrutto tutti i quadri elettrici della fabbrica allo scopo di portare via i cavi di rame degli impianti. Il danno “vivo” provocato agli imprenditori (cioè il costo delle centraline e dei cavi) è parecchio alto: 50mila euro (a essere ottimisti). Ma, ancor peggio, l’intera struttura è stata privata dell’energia elettrica e ha dovuto fermare le attività per quasi due settimane.
«Senza energia elettrica – dicono Pellegrini e Iardella – è inutile che gli operai vengano al lavoro e dunque abbiamo dovuto tenere a casa 21 dipendenti, metterli in ferie forzate in un periodo come questo (l’estate) in cui si lavora a pieno regime. Abbiamo commesse da rispettare e non sappiamo come fare. Fermare due aziende in un momento difficile come questo potrebbe causare conseguenze negative in una situazione già estremamente complicata».
Per questo i due imprenditori hanno deciso di scrivere alle autorità locali: sindaco, prefetto, comandante dei carabinieri, questore, e anche al dipartimento affari interni del ministero per chiedere un intervento. «Non crediamo – scrivono – nella giustizia sommaria, malgrado la nostra rabbia sia davvero tanta. Ma crediamo nell’autorità in quanto certi della vostra volontà a intervenire in modo tempestivo per interrompere questa catena di furti che affligge ormai da anni la nostra area».
Pellegrini e Iardella si augurano che il loro appello non cada nel vuoto e che sia da stimolo «per dare inizio a una bonifica decisiva e profonda a questa provincia, tenendo conto che intoppi di questo genere potrebbero comportare perdita di posti di lavoro che noi imprenditori e operai difendiamo con coscienza e sacrificio».
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