Sicurezza
Avete pagato l’Ici 2009? Il Comune ha perso i dati
Partite 3.700 lettere (ad altrettanti contribuenti) per ricostruire i saldi di 5 anni fa Proteste dei cittadini, il pasticcio frutto del passaggio da Massa Servizi a Master
MASSA. Il pasticcio è roba vecchia, del 2009: altra giunta, altra società, imposta scomparsa; a doverlo risolvere è l’attuale amministrazione. A farne le spese, come al solito, i cittadini.
Sono oltre 3.700 le richieste di “esibire” l’avvenuto pagamento dell’Ici di cinque anni fa agli sportelli di Master recapitati in questi giorni ad altrettanti proprietari di casa massesi. Cioè: quei 3.700 cittadini sono chiamati a metter mano ai loro archivi, a rovistare nei cassetti (o, nel caso, a rivolgersi ai loro commercialisti) per recuperare la ricevuta del versamento dell’Ici a titolo di saldo per il 2009, in sostanza l’ultima rata dell’imposta sulla casa di quell’anno. Una volta trovato il documento dovranno farlo pervenire agli uffici della Master Srl, la società pubblica che si occupa di incassare i tributi comunali. Potrà trasmettere la copia del versamento anche via fax (intanto, vi diamo il numero: 0585/1882001) o tramite posta elettronica (l’indirizzo è: elisabetta.bertoli@comune.massa.ms.it). Evitando così di sorbirsi una coda agli sportelli di Master di via Simon Musico (dei quali, comunque, vi diamo gli orari di apertura: dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; il martedì e il giovedì anche di pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30).
Nonostante l’ampio ventaglio di modalità di esibizione dei documento indicate dal Comune, però, gli interessati non stanno gradendo. Lo si capisce dalla esasperata telefonata di una sinora in redazione: “Ma vi rendete conto che devo perdere una mezza mattinata a cercare il bollettino di 5 anni fa e a portarlo a Master? Ma, poi perchè devo fare questo? Io ho pagato, loro i soldi li hanno presi. Se li cerchino loro nei loro archivi queste ricevute».
Ecco, il punto è precisamente questo. Il Comune non sa dove siano finiti quei documenti. Ha sì incassato i soldi dell’Ici, ma non ha a disposizione, per il 2009, l’elenco completo di chi ha pagato e chi no. Non può, quindi, andare a caccia degli evasori per imporre loro il versamento di quella imposta ormai estinta. Il problema nasce giusto nella fase di passaggio delle competenze da Massa Servizi, la contestatissima società mista (il socio privato era Ariete) voluta dalla giunta Neri, a Master Srl. la società “in house” costruita dall’amministrazione Pucci in sostituzione della precedente. Ebbene, pare che nella consegna degli archivi cartacei alla nuova società, ci sia stato un “buco” relativo al secondo semestre 2009: il Comune non è mai entrato in possesso della documentazione relativa a quel periodo. E, ora, a un passo dalla prescrizione – l’obbligo del contribuente a conservare la documentazione riguardante tasse e imposte per esibirla all’ente impositore scade dopo 5 anni – ecco che il Comune si mette alla ricerca di quei dati.
«In sostanza chiediamo la collaborazione dei cittadini: un aiuto per ricostituire l’avvenuto pagamento di quel saldo Ici», spiega l’assessore alle finanze Giovanni Rutili.
“Io quelle bollette non le trovo più, ma sono sicuro di avere pagato l’Ici, non ho mai sgarrato una volta. E, ora, se non porto questa documentazione, cosa mi succede? Devo pagare di nuovo?” si chiede intanto un altro lettore, che ci consegna preoccupato l’invito ricevuto per posta dal Comune.
La risposta che arriva dall’amministrazione è tranqullizzante a metà: non ci sono sanzioni per chi non risponde alla richiesta ricevuta dal Comune. Però, chi non esibirà la copia del versamento finirà in una specie di black list: quella di chi è sospettato di non avere pagato. In altre parole: l’amministrazione cerca con questi solleciti di ricomporre il puzzle dell’elenco dei contribuenti che in quella data versarono l’Ici e, in parallelo, l’elenco di chi invece non ha versato. Con questa operazione, l’invio della richiesta, intendiamo, ottiene inoltre un altro risultato: lo stop alla prescrizione. Perchè chi ha ricevuto in questi giorni la lettera non potrà dire “spiacente, sono passati 5 anni, non sono più tenuto a conservare i bollettini del 2009”. E non potrà farlo neanche per i prossimi 5 anni.
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
