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spending review

Taglio sui gettoni dei consiglieri comunali

CARRARA. Da questo mese i consiglieri comunali si vedranno tagliare l’importo dei gettoni di presenza, a seguito di una determina del dirigente del personale che sembra aver scontentato tutte le...

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CARRARA. Da questo mese i consiglieri comunali si vedranno tagliare l’importo dei gettoni di presenza, a seguito di una determina del dirigente del personale che sembra aver scontentato tutte le forze politiche locali. Fino a giugno, gli eletti percepivano 92,96 euro per ogni seduta del consiglio e 55,80 euro per la partecipazione alle commissioni. Dopo il taglio, il gettone scenderà a 32,54 euro a presenza, con tariffa unica per commissioni e consigli. La determina firmata dal dirigente al personale Cristiano Boldrini ha recepito una serie di norme, e sentenze a livello nazionale. La notizia, in discussione in conferenza dei capigruppo dal 3 di luglio, ha lasciato praticamente tutti scontenti e non sembra essere stata ancora completamente digerita, nonostante l’approvazione ieri in via definitiva. Tra quelli che l’hanno presa meglio, il Movimento 5 Stelle: i grillini si sono detti fin da subito favorevoli, contestando solo l’ipotesi, paventata nella determina del dirigente Boldrini, di obbligare i consiglieri a restituire il “surplus” percepito dal 2008, anno in cui fu introdotto lo stop agli aumenti dei gettoni. «Sarebbe complicato perché molti di noi destinano i gettoni al movimento o alla beneficenza, e comunque si tratta di importi che incidono sul calcolo del reddito e quindi sul pagamento delle prestazioni», ha spiegato Matteo Martinelli.

Decisamente più critici gli altri capigruppo, che hanno contestato il provvedimento in termini di principio e dal punto di vista “giuridico”: «Il taglio si basa su una sentenza della Corte dei conti toscana, che riporta i gettoni ai valori del 2000. Ma per le sezioni riunite del tribunale contabile gli importi giusti erano quelli del 2008, ovvero quelli che abbiamo percepito fino al mese scorso», attacca Lanmarco Laquidara, del gruppo “Fi-Ncd uniti per Carrara”. L’obiezione più diffusa riguarda il fatto che la spending review sia partita dal basso, risparmiando consiglieri regionali e parlamentari.

«Chi prende cifre inaccettabi li non sarà toccato» osserva Laquidara. D’accordo anche Leonardo Buselli: «Nei momenti di riduzione della spesa, tutti devono fare qualcosa ma si doveva partire dall’alto non da noi» ha commentato il socialista. « Anche in politica si colpisce sempre l’anello più debole. E’ un po’ frustrante. Vediamo cosa succede a livello nazionale» gli ha fatto eco il capogruppo di Carrara Futura Giuseppe Bergitto. «Un ricorso al Tar forse ci darebbe ragione ma non ne vale la pena, e visto che dobbiamo approvare un bilancio molto doloroso, non è il caso di fare questioni sul gettone» ha commentato il repubblicano Enrico Isoppi. Più distaccata Roberta Crudeli del Pd: «Questo dibattito non mi appassiona. Certo con questo taglio non ci copriamo più nemmeno le spese, come la benzina per venire in Comune, ma i problemi veri sono altri».

Più polemica la posizione di Claudia Bienaimè, di Carrara Bene Comune che alla luce del taglio sui gettoni dei consiglieri ha chiesto al dirigente una verifica sulle indennità riconosciute agli amministratori locali, per controllare se gli importi percepiti da sindaco e assessori siano davvero congrui.(c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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