Il Tirreno

AULLA

Condannato titolare di poligono

Un residente si è rivolto al Tribunale: «Faceva troppo rumore»

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AULLA. Condannato per disturbo della quiete pubblica il titolare di un poligono di tiro.

La vicenda, iniziata nel 2009, è approdata in tribunale dove l’altro ieri il titolare è stato infine condannato al pagamento di 5mila euro di risarcimento a un residente che, disturbato dagli spari, si era rivolto all’avvocato Raffaella Nardone del Foro della Spezia che così riassume la vicenda: «Il mio assistito denuncia nel 2009 una serie di reati derivati dalla condotta posta in essere dal titolare di un poligono di tiro a volo dinamico ubicato nelle immediate vicinanze della propria e di molte altre abitazioni dove anche le forze dell’ordine svolgevano esercitazioni. Dopo anni di lamentele e susseguirsi di azioni giudiziarie amministrative e penali, la denuncia del residente arriva finalmente a giudizio, momento in cui vengono contestate al titolare della struttura e alla sua compagna quale proprietaria del terreno, una serie di reati tra cui il disturbo della quiete pubblica derivato dai continui e ripetuti spari. Si facevano sessioni fino a 600 spari per volta, nelle più disparate ore del giorno con superamento dei limiti di legge previsti per l’inquinamento acustico, come dagli accertamenti effettuati dall’Arpat».

L’avvocato Raffaella Nardone così prosegue: «Infatti, con il susseguirsi dei consulenti e delle relazioni peritali è chiaramente emerso nell’ambito dell’istruttoria che il poligono nell’esercizio della propria attività arrecava danno alle molte abitazioni vicine, tra le quali in particolare quella del mio assistito che in questi anni invano si era rivolto al Comune di Aulla lamentando la situazione di disagio, e poi costituitosi parte civile nel processo celebratosi al Tribunale di Massa (giudice in composizione monocratica dott. Biasotti) vedendosi riconoscere un risarcimento di 5mila euro per tutti i danni arrecati dal titolare del poligono, oltre al pagamento delle spese legali».

Ma c’è dell’altro.

«Oltre della condanna del titolare del poligono per il reato di cui all’art. 659 c.p. - aggiunge il legale - il Giudice inoltre dichiarava prescritto il reato di cui all’art. 256, comma I lett. b), D.Lgs. 152/2006, per aver svolto in mancanza della prescritta autorizzazione attività di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da circa 100 traversine ferroviarie dismesse impregnate con preservante a base di creosoto, utilizzandole per recintare il poligono di tiro. Questo per dire che attualmente le traversine risultano presenti sul territorio, indisturbate».

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