Sicurezza
Carrara, dopo un secolo il circolo dei cavatori apre alle donne
Oggi sede Endas a Torano, un tempo luogo riservato agli uomini del marmo
TORANO. Lega cavatori di Torano: qui le donne fino a poco tempo fai non potevano entrare ma orta hanno conquistato una serata alla settimana, da sole, tutta al femminile, nel circolo, senza gli uomini. Una batatglia di parità dopo un secolo di esclusivismo.
Surreale, proprio come il tema della tradizionale manifestazione “Torano notte e giorno», che ha ispirato gli artisti di tutta Italia dell'edizione 2014 della manifestazione.
La passeggiata nel borgo antico di Torano, tra le installazioni pronte all'inaugurazione di domani, ci porta a conoscere una storia vera, a tratti anche triste e che appare incredibile da raccontare nel 2014: ha il sapore delle notti dei cavatori stanchi, della morte di alcuni fratelli sotto i macigni del marmo, del vino buono ma che ubriaca presto, dei discorsi sulla politica, il comunismo, il socialismo, poi l'anarchia.
La Lega dei cavatori di Torano, oggi circolo Endas, nacque nel 1902 ed era il posto di ritrovo dei cavatori che ogni mattina alle 5 lasciavano le loro mogli e attraversavano la vecchia mulattiera verso cava Crestola; la sera si riversavano in quelle quattro mura, accendevano il camino, mangiavano, bevevano, decidevano se le loro mogli al ritorno avrebbero avuto baci o botte; nonne e bisnonne ancora si ricordano della curiosità mista a paura che quel luogo gli procurava.
Poi ci fu la guerra, i fascisti lo bruciarono: gli anziani si ricordano bene quella giornata, quando i militari cercavano le cucine dei partigiani e iniziarono ad appiccare il fuoco, mentre uno dei cavatori pensò a mettere in salvo un antico dipinto di un Cristo.
Lo appoggiò rovesciato dietro al camino coperto dalle pietre così che fosse preservato e ci riuscì, raccontano i paesani, anche se poi il quadro sparì lo stesso dopo la guerra. Forse – dicono in paese – finì nelle mani dei socialisti.
La Lega fu ricostruita negli anni Quaranta, dentro vi rimasero il busto di Giovanni di Vittorio, la lastra di marmo incisa da un calzolaio dopo il disastro dei Bettogli del 19 luglio 1911, dove morirono 20 cavatori e foto ingiallite di tanti Primo Maggio, quando i cavatori andavano in parata con la bandiera italiana per tutto il paese.
Da pochi mesi le donne possono entrare nel luogo proibito; lo hanno voluto con forza, anche se dopo la guerra era più un “gioco” tra compaesani quello di mantenere il circolo riservato agli uomini; qualche anziano ancora storce il naso, ma le donne di Torano, paese diventato anche simbolo della lotta alla violenza di genere, con la loro iniziativa delle scarpe rosse sulla scalinata della chiesa, non potevano più far finta di nulla.
Oggi hanno vinto una battaglia durata più di un secolo. Manuela D'Angelo
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