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Pd avverte: stangata Tasi con la volontà di fare cassa

Pd avverte: stangata Tasi con la volontà di fare cassa

Il gruppo consiliare aullese si scaglia contro il sindaco Silvia Magnani che replica: tempesta in un bicchier d’acqua, col 3 per mille molti pagheranno meno

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AULLA. Secondo il Partito Democratico e il gruppo consiliare aullese del Pd, l’amministrazione comunale sta per portare la Tasi al 3 per mille, «con la chiara volontà di fare cassa».

Infatti il Pd punta i riflettori «su un importante provvedimento in questi giorni al vaglio dell’amministrazione comunale, così attenta a proclami su iniziative di immagine, ma che omette stranamente un atto decisamente rilevante deliberato il primo luglio, ovvero la proposta della giunta al consiglio comunale delle nuove tariffe Imu e Tasi (tassa sui servizi indivisibili). Nella sostanza, se la proposta verrà recepita dal consiglio comunale, sulla seconda casa - prosegue la nota del Pd - si pagherà come negli ultimi anni, ovvero il 10,6 per mille della rendita catastale rivalutata, mentre sulla prima casa verrà introdotta, sempre sulla rendita catastale rivalutata, una aliquota del 3 per mille. Nel merito, per l’anno 2014 la legge prevede un tetto massimo del 3,3 per mille, composto da una aliquota base dell’1 per mille che può essere incrementata fino al 2,5 per mille e a cui l’amministrazione comunale può aggiungere un ulteriore 0,8 per mille, introducendo un sistema di detrazioni che, nella proposta dell’amministrazione comunale, si baserà unicamente sulla rendita catastale, con limite stabilito per accesso alle detrazioni a 600 euro di rendita. Ma un sistema di detrazioni, a parità di gettito, strutturato in questo modo significa che il mancato introito connesso con le detrazioni stesse verrà spalmato su tutti i cittadini».

Cosa comporterà questo? Secondo il Pd «facendo un raffronto con la vecchia Imu del 2012 semi-abolita, a meno della mini Imu, nel 2013, l’extra peso fiscale ricadrà ancora una volta sulle famiglie, che non potranno più godere della riduzione per figli a carico e che, quindi, con un rapido calcolo si troveranno a pagare nuovamente il valore della vecchia ed abolita Imu, che per una rendita catastale di 600 euro significherà un importo annuo pari a circa 300 euro».

Interpellata in proposito, il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, afferma che «quella agitata dal Pd è la più classica delle tempeste in un bicchier d'acqua. Infatti, se lasciavamo l'aliquota al 2,5 per mille, avrebbero pagato di più le famiglie con immobili con rendita catastale più bassa, invece rispetto al fatto di avere alzato l'aliquota al 3 per mille, con le dovute detrazioni, abbiamo preso a riferimento quanto pagavano di Imu nel 2012 e il risultato è praticamente lo stesso. Tradotto in soldoni, tutto è rimasto praticamente invariato, a fronte di un taglio di risorse statali di circa 763mila euro rispetto al 2013 e i Comuni hanno la possibilità di sopperire a questo taglio nei trasferimenti applicando la Tasi» conclude il primo cittadino aullese.

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