Il Tirreno

I Barilla trattano la Torre Balilla

di Aronne Angelici
I Barilla trattano la Torre Balilla

Incontri tra il gruppo emiliano e la proprietà dell’ex colonia Fiat per un maxi investimento nel villaggio turistico

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MASSA. La Torre Balilla ai Barilla, banale gioco di parole per dire che la famiglia Barilla sta trattando la sua entrata nella proprietà della Torre Fiat, la bella colonia costruita negli anni Trenta per volontà del senatore Edoardo Agnelli per i figli dei dipendenti del colosso del settore automobilistico. Allora le colonie marine erano vanto del regime e il litorale massese ne ospita numerosi esempi di grande valore architettonico, tanti dei quali purtroppo ormai ruderi.

I contatti con la Verve spa, la società che dal 2008 è proprietaria del vasto complesso, sono in fase avanzata ma se sarà accordo o meno saranno decisive, pare di capire dalle indiscrezioni, le intenzioni dell’amministrazione comunale riguardo all’assetto urbanistico della zona.

La Regione ha chiesto al Comune di varare piani attuativi specifici per le colonie. Roba tutta ancora da scrivere a corredo del regolamento urbanistico. Di certo l’indirizzo principale sarà quello turistico alberghiero.

Residence e appartamenti vista mare inclusi? Chissà. Per la Torre Fiat l’investimento, certamente ingente, a quanto pare, sarà tutto sull’innalzamento della qualità dei servizi già offerti: l’idea, pare di capire, è di puntare ad un villaggio a quattro stelle, stile Club Med. In questo momento infatti la struttura ha dei limiti.

Prendiamo ad esempio la Torre, alta 52 metri, 17 piani edificata nel 1933 su progetto dell'ingegner Vittorio Bonadè Bottino, lo stesso che l’anno prima aveva eretto una torre simile al Sestriere. Fu costruita in 90 giorni da 1000 uomini, le sue fondamenta poggiano sulla sabbia. L’interno è caratterizzato da una struttura elicoidale lungo la quale scorrono quelle che erano, e sono ancora, camerate per ragazzi. Camerate che oggi sono organizzate in 50 cameroni da 11 o 8 posti letto con servizio al piano. Per gli adulti ci sono solo 25 camere quadruple con servizi interni. La capacità ricettiva complessiva è di 560 posti letto. Ma sono posti per gruppi di giovani non per un turismo anche familiare o di più alto livello. Le camerate potrebbero così diventare camere o suites.

Ma il villaggio Torre Marina non è solo torre, appunto. Sorge su 54 ettari di parco, ha attualmente altre strutture: le Ali, la Pineta, la Mimosa, le Terrazze, i Tamerici. Il villaggio ha anche un teatro e una piscina più che olimpionica da 75 metri. Insomma, l’edificato - pur su una grande superficie - raggiunge i 41mila mc: volumi giganteschi con l’accesso in spiaggia diretto.

Al momento le due Ali situate ai lati della Torre e disposte parallelamente alla linea di costa, sono composte da 26 camere totali (67 i posti letto),tutte direttamente collegate al ricevimento e alla sala ristorante centrale del piano terra.

Il giardino ricco di lecci fa da cornice alle 25 camere della Residenza Pineta e alle 6 camere della Residenza Mimosa. In tutto altri 87 posti letto.

C’è poi la Terrazza, su due piani, collocata al centro del Villaggio tra la piscina e la pineta. La capacità ricettiva complessiva è di 120 posti letto.

Ancora, residenza Tamerici: 21 camere quadruple con letti a castello e con servizi privati, con una ricettività di 84 posti letto complessivi.

L’attuale gestione ha puntato molto sulla convegnistica, sullo sport (grande successo all’estero per la scuola di vela), sul mercato degli stranieri e dei giovani soprattutto.

Adesso si pensa, se l’alleanza con la famiglia Barilla - che ha già da tempo fatto investimenti nel turismo - andrà in porto ad un salto di qualità nell’offerta turistica.

Così si dice, vedremo se carte e progetto saranno in sintonia con le indiscrezioni che stanno filtrando in questi giorni. Se così sarà, se queste le premesse, l’intervento dei Barilla potrebbe stimolare anche altri investimenti nella zona. Il progetto di riqualificazione della vicina Turimar si è bloccato, anzi congelato. Ripartirà? Il target del maxi piano di Asi (gruppo Bogazzi e Red Graniti-Conti) era simile a quello Barilla -Verve : trasformare le ex colonie Olivetti e Torino in un complesso alberghiero “di qualità” (in quel piano un 25% delle volumetrie venivano riconvertite in edilizia privata). Un investimento di circa 40 milioni. Motivo del “blocco”: la mancanza di risposte rapide dal punto di vista urbanistico.

La Turimar però continua intanto a lavorare come ostello per i giovani.Ovviamente turismo a basso costo.

Si è parlato anche di vendita. Si sussurra di un grosso nome inglese in campo turistico. Ma si tratta appunto di sussurri. Quello che grida o meglio stride è sottoutilizzare grandi strutture che potrebbero dare una svolta al nostro turismo.

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