Sicurezza
Gli infermieri: «Mai visto uno specialist col bisturi»
MASSA. Si indeboliscono le accuse nei confronti di cinque medici del reparto di ortopedia dell'ospedale di Massa e di sei specialist (i professionisti delle aziende fornitrici di dispositivi medici)...
MASSA. Si indeboliscono le accuse nei confronti di cinque medici del reparto di ortopedia dell'ospedale di Massa e di sei specialist (i professionisti delle aziende fornitrici di dispositivi medici) rinviati a giudizio a fine 2012 con l'accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria e di falso ideologico (quest'ultimo capo d'accusa grava sulle spalle dei soli medici).
I fatti contestati agli imputati risalgono al 2007/2009. Parliamo di interventi chirurgici in cui sono state impiantate protesi. I medici – Bernardo Pavolini, direttore del reparto, e i colleghi Alberto Sancin, Gian Filippo Ceravolo, Rosario Passalacqua, Egisto Brocchini – sono accusati «di aver consentito agli specialist – ha sintetizzato ieri il giudice Giovanni Sgambati rivolgendosi ai testimoni – di svolgere attività sanitarie che attengono ai medici».
Ieri in aula sono comparsi alcuni testimoni, tutti della difesa: un gessista del laboratorio ortopedico, un'infermiera professionale e quattro "strumentisti" (il personale specializzato che passa i ferri ai chirurghi in sala operatoria). Per la difesa questi ultimi erano testi clou, avendo tutti preso parte agli interventi chirurgici le cui modalità sono nel mirino dell'accusa. Interrogati da Stefania Mezzetti, avvocato difensore dello specialist Andrea Puccinelli, e dai legali degli altri imputati, hanno fornito, senza sfumature significative, le medesime risposte. Un'infermiera della sala operatoria di ortopedia, ad esempio, ha dichiarato: «Gli specialist stavano accanto al ferrista ma non toccavano il paziente». A proposito del ruolo dello specialist Puccinelli in sala operatoria, un altro infermiere dichiara: «C'era, l'ho visto ma si limitava a dare indicazioni tecniche», cioè consigli, suggerimenti per un utilizzo ottimale di una certa tipologia di protesi. Stop. Stando alle testimonianze di ieri mattina dunque, gli specialist non avrebbero mai messo mano su un paziente, non avrebbero mai toccato “i ferri del mestiere” riservati ai medici, e non avrebbero mai neppure "assemblato" parti di dispositivi e/o protesi.
Il pubblico ministero ha rivolto a tutti i testimoni una sola – e sempre la medesima – domanda: «Lei attualmente lavora ancora sotto le dirette dipendenze del primario Pavolini?». «Sì", certo», è la risposta dei quattro infermieri-strumentisti.
Dalle testimonianze è emerso in maniera inequivocabile, inoltre, che tra il primario Pavolini e Maria Antonietta Mariani, ex capo sala del reparto di ortopedia «ci fossero contrasti», «una evidente tensione», «forse una reciproca antipatia».
Dopo due nuove udienze, a novembre, per sentire altri testimoni, si andrà verso quella per la discussione finale.
Giovanna Mezzana
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
