Il Tirreno

Distrutti dai cinghiali frutteti e colture scatta l’emergenza

Distrutti dai cinghiali frutteti e colture scatta l’emergenza

Dito puntato di Coldiretti: azzerato 1l 48% dei meleti a nulla sono servite le richieste di intervento alla Provincia

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FOSDINOVO. Un film già visto. Un anno dopo è tutto uguale stesso disastro, stesso “reato” ma nessun colpevole. Almeno non ancora. Gli ungulati tornano a colpire i preziosi meleti di “rotella di Paghezzana”, una delle varietà autoctone in via di estinzione, inserita nella classifica delle specialità agroalimentari della Toscana, e oggi coltivata da una manciata di produttori in Lunigiana. A nulla sono servite le segnalazioni e i solleciti inviati alla Provincia di Massa Carrara nelle scorse settimane per chiedere “interventi” di contenimento della popolazione di fauna selvatica presente nell’area. E’ compito della Provincia autorizzare prelievi straordinari e tempestivi nei territori dove è stata segnalata la presenza reiterata di danni. Cinghiali, forse, molto più probabilmente, caprioli vista anche la loro capacità di “saltare” le recinzioni di contenimento ed i segni lasciati su piante e terreni, sono i principali imputati. Sotto attacco ci sono anche i vigneti che stanno entrando in una fase molto delicata e la stabilità di terreni, terrazzamenti e prati. Ma anche la stessa “resistenza” degli agricoltori stanchi, stufi e indifesi di fronte ad un fenomeno che non sembra trovare una soluzione. Il numero di esemplari di cinghiali, caprioli e fauna selvatica in generale ha, infatti, un peso specifico molto alto nell’abbandono e nella progressiva erosione dei terreni agricoli in particolari nelle areemarginali, montane (- 48% ettari in 10 anni) e svantaggiate; aree dove la presenza dell’agricoltura, e quindi dell’uomo, gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’assetto e della stabilità idrogeologica dei terreni. A denunciarlo è Coldiretti (info su www.massacarrara.coldiretti.it) che nella giornata di sabato ha effettuato alcuni sopralluoghi nei meleti e nei terreni agricoli di Fosdinovo e dintorno per fare una prima ricognizione dei danni. Pesantissimo il bilancio. Glu ungulati hanno banchettato nel meleto di Lucia Pellitti, imprenditrice fodsinovese e Presidente della Società Cooperativa Produttori di Fosdinovo, che aveva recuperato e reimpiantato dalle parti di Monte Nebbione. Un investimento di circa 100mila euro per ridare un futuro e un mercato a una delle produzioni storiche ed autoctone della Lunigiana.

Tutto inutile. «Chiederemo un incontro con il Commissario e con l’ufficio agricoltura e caccia della Provincia - spiega Vincenzo Tongiani, presidente Provinciale Coldiretti - perché il risarcimento non può continuare a nasconderci dietro a un dito. Gli agricoltori, chi fa impresa, non vuole vivere di risarcimenti ma di quello che produce e vende».

Lo scorso anno i caprioli e i cinghiali si erano “divorati” quasi 150 quintali di mele danneggiando almeno 2 mila piante. Le recinzioni elettrosaldate alte 1,5 metri non sono state sufficienti per fermare l’orda: «L’unica strada percorribile è una prevenzione vera e quotidiana. La popolazione presente oggi nei nostri boschi ha superato probabilmente la soglia di sopportazione».

Non è stata ancora effettuata una stima dei danni - sarà fatta nei prossimi giorni - ma si tratta di migliaia di euro di danni subiti dall’azienda. L’azienda di Lucia Pellitti non è l’unica a convivere con cinghiali, caprioli e daini. Il problema è diffuso in tutta la Lunigiana: «i piccoli danni non vengono nemmeno denunciati; - fa sapere Maurizio Fantini, direttore provinciale Coldiretti - la convivenza tra agricoltura e fauna non è più equilibrata».

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