Il Tirreno

Despar in stato di crisi A rischio 20 posti di lavoro

Despar in stato di crisi A rischio 20 posti di lavoro

Scaffali semivuoti nel supermercato Eurospar di Cinquale, aumentano le preoccupazioni dei lavoratori. Filcams: si va verso la vendita del gruppo

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MONTIGNOSO. I rifornimenti ridotti all'osso e gli scaffali semivuoti non fanno altro che confermare la preoccupazione dei 20 dipendenti dell'Eurospar del Cinquale. La notizia sulla crisi del gruppo Despar alla fine è arrivata anche qui da noi creando grande incertezza per il futuro che lega il supermercato di via Stradella a circa 20 negozi della Toscana inseriti nel settore della grande distribuzione.

Tanti i fattori che dovrebbero aver causato l'instabilità della catena commerciale - o meglio, della Duegi Srl, società con sede ad Arezzo legata alla prima come partner nella fase di acquisizione e di vendita dei prodotti a marchio Despar - una storia che sembra cominciare da lontano, iniziata con una serie di “cattivi” investimenti e proseguita nel tempo, fino ad arrivare alla crisi di liquidità che oggi ricopre l'intero gruppo. «I negozi ormai sono quasi tutti nelle medesime condizioni, completamente vuoti - spiega Stefano Nicoli, responsabile Filcams Cgil di Massa Carrara - ci aspettavamo notizie della vendita della società, d'altra parte non ci sono molte alternative. Purtroppo la mancanza di liquidità è un problema che si affianca a quello degli investimenti non andati a buon fine e si esaspera con la nuova normativa europea relativa ai pagamenti sulle fatture dei fornitori, pagamenti che devono effettuarsi entro 60 giorni al massimo. I fornitori così hanno iniziato a diminuire la consegna dei prodotti freschi e adesso anche quelli a lunga conservazione stanno finendo. C'è una grande preoccupazione per i lavoratori».

Un problema che non preoccupa solo i sindacati, la denuncia arriva anche dall'Idv di Massa Carrara che critica la totale assenza della politica dalla questione “Despar”. «I negozi diretti come l'Eurospar di Cinquale fanno circa 1200 dipendenti in tutta la Toscana, Umbria e Lazio - spiega Gabriele Bechini dell'Idv. Il problema di liquidità è stato causato da una posizione debitoria a cui la società ha dovuto far fronte dall'oggi al domani, questo significa mettere in ginocchio un intero sistema, un'azienda che opera e produce nell'economia reale e il futuro dei suoi dipendenti. Auspichiamo che ci sia un compratore ma ciò che vogliamo sottolineare è il totale disinteresse della politica. Sconvolge il silenzio con cui questa notizia è passata, o meglio non è passata. Nessun partito, nessuna forza politica si è occupata di questo caso, questa è una storia fatta di lavoro e di lavoratori».

Intanto, sembra che l'azienda si sia già attivata per la vendita di alcuni negozi con la speranza di recuperare un po' di liquidità. Il passo decisivo ci sarà comunque oggi: alla Confcommercio di Arezzo è prevista infatti una convocazione tra sindacati e l'azienda che permetterà - finalmente - di capire il destino dei lavoratori e il futuro della società.

Alessio Profetti

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di Redazione web