Il Tirreno

Alla cooperativa Ambiente Sc i controlli sulla Costa Concordia

Alla cooperativa Ambiente Sc i controlli sulla Costa Concordia

L’azienda apuana seguirà il relitto nell’ultimo viaggio verso Genova per accertare che non vi siano sversamenti di inquinanti in mare. Un appalto da 1 milione di euro iniziato nel novembre 2012

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MASSA. Fa da sentinella alla Concordia ormai da quasi due anni. Continuerà a seguirla anche nel suo ultimo viaggio verso la demolizione. Ambiente Sc, la cooperativa di analisi ambientali guidata da Patrizia Vianello ha un ruolo importante nella maxi operazione di recupero della nave. Quello di controllare che il relitto non inquini il mare; compito conferitole dal consorzio Titan Micoperi a cui è stato affidato il compito di “portar via” la nave e che continuerà anche nei prossimi giorni, durante il trasferimento verso Genova. L’azienda apuana ha iniziato il lavoro di monitoraggio nell’ottobre 2012. Da allora, ogni giorno, un furgone della Ambiente Sc, parte dall’isola dall’isola del Giglio, destinazione via Aurelia, Carrara, dove si trovano i laboratori della società. A bordo dei furgoni un piccolo ma prezioso carico di campioni di acqua prelevati dal mare attorno al relitto della Costa Concordia. I campioni vengono analizzati e Ambiente fornisce quotidianamente un report sulle condizioni delle acque. Le sue analisi sono per così dire l’interfaccia privato delle analisi pubbliche e ufficiali fatte da ministero e Arpat. Un lavoro che non cesserà con la rimozione del relitto.

Dice Paolo Bocini, responsabile dei laboratori di Ambiente Sc: «Il nostro lavoro non è particolarmente difficile, anzi è quasi di routine. Si tratta in primis di un monitoraggio chimico sulle acque esterne della Concordia, che viene fatto su sei punti prefissati attorno alla nave; uno screening analiticoad ampio spettro per individuare eventuali inquinanti nelle acque superficiali e profonde. Poi c’è un monitoraggio eco -tossicologico che riguarda possibili inquinanti dannosi per la salute e per la fauna marina. Il campionamento è giornaliero, le analisi in tempo reale: provetta parte dal Giglio per arrivare al laboratorio sull’Aurelia e fornire poche ore dopo il responso». Nulla di eccezionale, se non che su questa operazione sono puntati gli occhi di mezzo mondo. Dal relitto di questa città galleggiante che si sta alzando dal fondale possono fuoriuscire sostanze di ogni genere organici e inorganici. E se ciò dovesse accadere, Ambiente Sc dovrà essere la prima a segnarlo. Soprattutto ora che il gigante affondato sta per partire verso Genova. Durante il trasporto verso Genova, sarà una delle imbarcazioni che seguiranno la Concordia a prelevare campioni d’acqua che poi saranno analizzati dai laboratori apuani. E altri campionamenti saranno eseguiti a Genova. Ma la Cooperativa lavorerà al Giglio anche dopo la partenza della Concordia. «Abbiamo il compito di controllare – spiega ancora Bocini – la presenza di eventuali fenomeni indotti dal cantiere che è stato costruito in mare per fare rigalleggiare la nave. Il monitoraggio proseguirà per cinque anni, in tutta la fase di smantellamento del cantiere, anche se con frequenze diverse».

Il valore della commessa avuta da Titan è di 1 milione di euro, il personale impiegato è di una sessantina di unità. Per Ambiente (130 dipendenti, 11-12 milioni di fatturato anniu) un business rilevante. Ma soprattutto, un fatto di prestigio e di orgoglio.(c.f.)

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