Il Tirreno

Pelù: aiuterò gli anarchici a riaprire la sede

Pelù: aiuterò gli anarchici a riaprire la sede

Dal palco di Marina il suo pensiero allo storico Gruppo Germinal trasferitosi a causa dei problemi di inagibilità del Politeama

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CARRARA. «So che la sede anarchica a Carrara è da recuperare. E’ importante che a Carrara resti questa sede. E’ importante la biodiversità... Se serve per la sua riapertura, darò anche i miei soldi». E’ l’ultima cosa “di cuore” che Piero Pelù dice ai carraresi dal palco del Premio Lunezia, conclusosi domenica a Marina, prima di accomiatarsi fra gli applausi, e dopo avere ricevuto un doppio premio: il Lunezia con le vela in marmo; e una targa di Carispezia Gruppo Cariparma Crédit Agricole (sponsor dell'edizione 2014 dell’evento), “per l'originalità e per aver saputo valorizzare la forza e l'energia della parola nel libro "Identikit di un ribelle". Infatti,sul palco, intervistato da Dario Salvadori, Pelù ha parlato del libro autobiografico scritto a 4 mani con Massimo Cotto.

Pelù non ha cantato (con disappunto del pubblico), spiegando che non era stato possibile avere altri musicisti con lui sul palco per un’esibizione rock. Ma alla platea si è concesso («Faccio un lancio nel pubblico? Ovvia, datemi il “5”»), e con un salto giù dal palco, in pochi secondi era accerchiato da un nugolo di fan che gli hanno chiesto gli autografi. «Ho un’anima della terra apuana».

Pelù ha parlato a lungo non solo del suo libro ma anche del rapporto con la televisione a cui si è avvicinato negli ultimi tempi, in particolare come giudice della trasmissione “The voice”: «Non mi piace condannare a priori. In Tv ci sono spazi, come “The Voice”, dove si riesce a parlare di musica. E’ un’occasione per riportare l’interesse della musica in Tv».

Intreccia questo concetto con quanto racconta nel libro: la sua storia musicale. «Oggi non si deve avere timore di come siamo, è bello potersi raccontare e rendere partecipi gli altri di esperienze umane e di viaggi, Nei miei viaggi all’estero, vedo che la musica suscita un interesse profondo». Ma poi rende giustizia anche al luogo da dove lancia questi messaggi: «Il Premio Lunezia è una delle mosche bianche. Va fatto in modo che l’educazione alla musica vada coltivata. E c’è una letteratura rock in Italia: teniamola in vita».

L’ultimo pensiero però è per gli anarchici: per quella sede storica nel Palazzo Politeama chiuso dopo il collasso di colonne e crolli, che hanno reso inagibile una sua parte, comprese le stanze del Gruppo Germinal-FAI e dell’Archivio Germinal. Proprio dove nel 1945 era stata fondata la Federazione Anarchica Italiana.

Pelù ha promesso un suo sostegno, anche economico, pur di rivedere aperta la sede anarchica di Carrara. Il sindaco Angelo Zubbani era andato a salutarlo personalmente nel backstage, mentre sul palco sfilavano gli ospiti canori. Poco prima di Pelù, si è asibito Nek, accolto con un’ovazione e premiato. Canta alcuni brani e quando intona “Laura non c’è....” la voce della platea lo accompagna.

E prima ancora, l’esibizione di Alessando Casillo, aveva scatenato soprattutto le giovani fans che dalla piazza lo hanno immortalato con i loro telefonini e poi, quando si è accomiatato si sono precipitate verso il backstage a caccia di autografi.

Un pubblico veramente immenso in piazza Menconi, sotto le stelle, ha tributato al Premio Lunezia, anche quest’anno, grandi consensi. Anche perché la sfilata di ospiti di primo piano ha fatto veramente da calamita, unendo organizzazione e qualità. Alcuni cantanti hanno detto di avere faticato a raggiungere la sera, dall’Hotel Michelangelo in città, piazza Manconi, a causa del grande traffico che c’era sul viale XX Settembre.

Cinzia Carpita

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di Redazione web