Il Tirreno

Multe, qui i vigili urbani più “buonisti” d’Italia

Multe, qui i vigili urbani più “buonisti” d’Italia

18,4 euro di multa all’anno (in media) per ogni patentato: siamo al 94° posto Rutili: una scelta, non vogliamo far quadrare i bilanci a spese degli automobilisti

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MASSA. I vigili urbani più buoni (o quasi) d’Italia sono a Massa. Lo si evince dalla classifica stilata dal Sole 24 Ore che mette in fila Comuni che più incassano dalle multe elevate dalle loro polizie municipale. Classifica che vede il capoluogo apuano al 94esimo posto su 108.

Secondo i dati riportati dal quotidiano, nel 2013 palazzo civico ha messo nei suoi forzieri, 826mila euro ricavati dalle contravvenzioni. Una media di 18,4 euro per ogni patentato. Non una cifra disprezzabile, ma irrisoria se confrontata con quelle di altri comuni di dimensioni simili a Massa. A Cremona, che ha 71mila abitanti (70mila a Massa); l’incasso è stato di 2,8 milioni di euro; a Pavia (più o meno la stessa popolazione di Cremona), addirittura 5,1 milioni). Milano, che è in testa alla classifica ha multato per 170 euro (di media) ogni suo patentato, per un incasso di 132 milioni (che è più o meno l’intero bilancio del Comune di Massa. E tutti i capoluoghi toscani fanno meglio (o peggio, dipende dal punto di vista), di Massa. Pisa, che comanda la classifica toscana, ha una media di 112 euro di multe per automobilista; a Grosseto che precede Massa, la media è di 46,4 euro. Solo in 15 Comuni si fanno ancora meno multe, e tra questi a Caserta, Isernia e Taranto dove i vigili sembrano non esistere: 3 euro di multa pro-capite all’anno. Per non parlare di Carrara (non nella classifica del Sole, riservata ai capoluoghi), dove la giunta Zubbani ha messo a bilancio nel 2013 1,9 milioni di euro alla voce multe.

Non si tratta però di lassismo nè di un’equivocabile forma di buonismo. La (relativamente) ridotta quantità di verbali che gli automobilisti massesi si trrovano a dover pagare è frutto di “politica”. Spiega Giovanni Rutili, assessore alle Finanze: «L’obiettivo della polizia municipale non è fare cassa. Ma garantire la sicurezza sulle strade. Non è nostra intenzione far quadrare i bilanci di palazzo civico con gli introiti delle multe». Una dichiarazione che strappa applausi (metaforici, ma non troppo) fra vasto pubblico degli automobilisti. «L’amministrazione – prosegue Rutili – ha dato mandato alla polizia municipale di presidiare il territorio, di vigilare sul rispetto del codice e, attraverso ciò, dare ai cittadini una città migliore e più sicura. Ciò significa, certo, fare multe agli automobilisti indisciplinati e sanzionare chi mette in pericolo la sicurezza di tutti. Ma la contravvenzione non è il primo obiettivo. Piuttosto, puntiamo a sanzionare, con il lavoro della polizia municipale, comportamenti illegali di maggior impatto, come i reati ambientali, la creazione di discariche, l’abbandono indiscriminato di rifiuti» (e qui scrosciano gli applausi degli ambientalisti). E da queste azioni, l’amministrazione si attende un aumento di introiti di 150mila euro nel 2014.

Claudio Figaia

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