Attenzione
«L’amore è tutto» incanta il pubblico del Bancarella
Il libro di Michela Marzano vince la 67a edizione del premio l’intervento di Vittorio Sgarbi elettrizza la folta platea
PONTREMOLI. “L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore” è il vincitore della 62.a edizione del Premio Bancarella. Il libro di Michela Marzano edito da Utet ha stregato i librai pontremolesi conquistando 109 preferenze e aggiudicandosi così il San Giovannino di Dio simbolo della vittoria del Premio.
Un successo che la filosofa, docente universitaria, scrittrice, nonché onorevole, eletta alla Camera nelle liste del Pd, ha salutato con gioia e commozione al momento della consegna nella consueta cornice di Piazza della Repubblica. La vittoria, sancita al termine dello spoglio delle 185 schede inviate dai librai con tre voti ciascuna, è forse maturata un po’ a sorpresa perché sulla carta erano altri libri che godevano del ruolo di favoriti, a dimostrazione dell’imprevedibilità del Premio che negli anni ha saputo regalare spesso sorprese nell’indicazione del vincitore. E infatti c’è stato un lungo testa a testa che ha visto coinvolti tre libri, e solo nel finale l’opera della Marzano si è “scrollata” di dosso gli avversari ottenendo il primato e la vittoria del Premio.
Dietro la vincitrice si è classificato, con 103 preferenze, “Volevo solo averti accanto” di Ronald H. Balson (Garzanti), e ancora in tripla cifra con 100 voti precisi “Braccialetti rossi” di Albert Espinosa (Salani Editore). Poi nell’ordine con 95 preferenze “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale (Feltrinelli); “Il suo peggior nemico” di Veit Heinchen (Edizioni E/O) con 82 voti e infine “All’ombra dell’impero” di Alberto Custerlina (Baldini & Castoldi) con 66 preferenze.
Prima dello spoglio delle schede inviate dai librai si è tenuto l’abituale salotto del premio Bancarella condotto con eleganza e bravura da Letizia Leviti (ormai vera e propria madrina del Premio) e da Michele Cucuzza, che non ha nascosto un filo di emozione nel trovarsi di fronte al numeroso pubblico che assiepava piazza della Repubblica. Un salotto cui hanno partecipato i sei finalisti ed il presidente del Premio, Donato Carrisi già vincitore del Bancarella nel 2009 con “Il suggeritore”. In questo contesto la Marzano ha raccontato la genesi del suo libro che raccontava del suo rapporto personale con l’amore e allo stesso tempo cercava di dare a queste sue sensazioni individuali un contesto universale «perché l’amore resta per sempre. Al di là dei rapporti personali che possono segnare un allontanamento, perché comunque quell’amore ha segnato la tua vita e resterà con te per sempre».
Ad animare la serata, prima del salotto dei finalisti, c’è stato un vero e proprio “Vittorio Sgarbi show”. Infatti il celebre critico d’arte ha in pratica monopolizzato la pedana del Bancarella con due novità introdotte quest’anno e che lo hanno visto, in entrambi i casi, protagonista. Prima con la consegna alla migliore opera prima a suo padre, Giuseppe, 93 anni (che non ha potuto partecipare ed è intervenuto in collegamento telefonico) con il libro “Lungo l’argine del tempo – Memorie di un farmacista” e poi la decisione della migliore copertina che Vittorio ha attribuito ex aequo ai libri di Chiara Gamberale e Michela Marzano mentre il poco ambito titolo di “peggior copertina” è andato a “Braccialetti rossi”. Toccante è stato poi l’incontro con Liberoso Guglielmi, giardiniere della famiglia Calvino, e che è in pratica cresciuto a fianco del grande Italo.
Riccardo Sordi
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