Il dolore
Via il divieto, per l’Arpat il mare è «di nuovo pulito»
Ma i cartelli che stoppano la balneazione restano in spiaggia tutta la mattina. I bagnini: «Non sappiamo più cosa dire»
MARINA DI MASSA. Hanno dato un esito positivo (cioè favorevole per balneari e bagnanti) le analisi dell’Arpat sui campioni di acqua di mare prelevati venerdì. Il mare è pulito – o meglio, i livelli di concentrazione dei batteri sono tornati nella norma – e quindi il divieto di balneazione è stato revocato. Vale per Marina di Massa ma anche per Montignoso. Il sindaco di Massa Alessandro Volpi conferma che la revoca del divieto è arrivata; inoltre, «in mattinata è stata inviata ai balneari una e-mail dagli uffici comunali, seguita da una telefonata» per avvisarli che – nell’attesa dell’atto formale – potevano informare i loro clienti della “balneabilità” delle acque. L’informazione, almeno in riva al mare, però, non è arrivata così tempestivamente.
Tirano un sospiro di sollievo i 96 proprietari di stabilimenti balneari i cui specchi d’acqua erano stati coinvolti dal divieto scattato venerdì. Anche se l’interdizione è durata poco – meno di 48 ore – è stata peggio di un efferato calcio negli stinchi, perché di invasione da Escherichia coli (tipico batterio intestinale) comunque si è trattato. Stagione difficile insomma per la riviera apuana.
Noi ieri – domenica di luglio inoltrato – abbiamo fatto un giro in prossimità delle foci di fiume e torrentelli – Frigido e affluenti – che vanno a morire nel nostro mare. Sono del resto loro i principali “imputati” dello scolo di colibatteri nell’acqua salata.
Brugiano. Sono le 11 e 40 di ieri. Siamo sul ponte del Brugiano. Entriamo alla spiaggia comunale (mezza libera e mezza attrezzata) “Free Beach”. Sul pennello di scogli artificiali, che separa il canale del Brugiano dalla sabbia del FreeBeach, c’è un ordinanza di divieto di balneazione: ma è quella datata 16 aprile 2014 (e sembrerebbe chiaro che si riferisca al tratto del porticciolo-attracco piccoli natanti). Sotto l’ordinanza però c’è un adesivo seminuovo: «Attenzione: esca topicida – si legge – Il cartello segnala la presenza nell’area di erogatori di esca topicida». E i bambini scorazzano avanti-e-indietro proprio sugli scogli, nonostante sia vietato (una comunicazione informa) salire sul pennello di scogli. In acqua ci sono decine di persone. Del resto «questa “vasca” era fuori dal divieto di venerdì e sabato – ci conferma Antonio Gazzoli, assistente bagnanti – I clienti chiedono, si informano, ma qui la situazione è tranquilla».
Magliano. Passiamo il ponte del Frigido, ci fermiamo su quello del Magliano. Qui siamo già in zona Ronchi. Guardiamo giù dal ponte e ci scappa l’occhio sull’argine destro: dal muro di cemento c’è un buco che ha tutta l’aria di essere uno scarico fognario. In prossimità di esso c’è una grossa pozzanghera con un po’ di lavarone. C’è chi giura che da quel buco esca di tutto (soprattutto quando piove). Noi non possiamo dirlo. Certo è che l’odore, intorno, non è gradevole. Entriamo in spiaggia dal varco accanto al ristorante “La cicala”. Sono le 12.30 e ci tratterremo sino a circa le 13. Il cartello con il divieto di balneazione, posizionato all’inizio del pennello di scogli, è ancora lì. In acqua non c’è una sola persona nell’intero tratto che corre dal bagno Onda Marina al bango Paola. «Siamo nel limbo – dice Alessandro Della Tommasina, assistente bagnanti del bagno Il Fortino – Non sappiamo cosa dire ai clienti. Di ufficiale non è arrivato nulla. Noi facciamo presente che il cartello di divieto di balneazione non è ancora stato rimosso e che però si dice che le ultime analisi siano ok. Poi ciascuno fa come crede, noi non possiamo prenderci altre responsabilità». I clienti si informano e, sentita la risposta – che ci pare molto professionale – cosa fanno? Vanno a fare il bagno un po’ più in là. E infatti in prossimità della Conca D’oro, intorno alle 13, in acqua c’è la ressa.
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