Il Tirreno

alla foce del magliano

Ammassi di detriti: il lavarone rimane l’incubo dei bagnini

MARINA DI MASSA. Non provocherà disgusto quanto sapere che in acqua navigano i colibatteri, ma sempre fastidioso è. Parliamo del lavarone: quel misto di alghe tritate, mucillagine e pagliccio – mix...

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MARINA DI MASSA. Non provocherà disgusto quanto sapere che in acqua navigano i colibatteri, ma sempre fastidioso è. Parliamo del lavarone: quel misto di alghe tritate, mucillagine e pagliccio – mix di colore marrone – che si deposita sulla battigia.

Una maledizione per i bagnini della riviera apuana, che – all’alba– devono ripulire la riva da questi ammassi.

Partiamo dalla foce del Brugiano, dove la situazione è meno grave rispetto al Magliano: «Il lavarone c’è – conferma Antonio Gazzoli, assistente bagnanti del Free Beach – anche se non sono quantitativi enormi. La mattina di solito impiego una mezzora a toglierlo, ma dipende. C’è sempre stato e non possiamo farci niente. Lo porta il mare. Colpa del fiume Magra, che è la fortuna e la sfortuna del nostra costa. La sfortuna: perché porta inquinamento e lavarone. La fortuna: perché porta sabbia».

Il lavarone aumenta proporzionalmente alla furia degli acquazzoni. I bagnini lo sanno: più il temporale è forte, più lavarone arriverà sulle nostre spiagge. I temporali producono fiumane, che riempiono i letti dei fiumi – magari in secca dopo giorni di alte temperature – e la forza dell’acqua porta giù, dalla montagna, di tutto; le correnti, dal Magra e verso la costa apuana, fanno tutto il resto.

Sul fronte lavarone, la peggior situazione è in prossimità della foce del Magliano. Ce lo confermano alcuni assistenti bagnanti degli stabilimenti che ci sono tra il “Paola” e l”Onda Marina”.

La foto che abbiamo pubblicato (qui sopra) è stata scattata da Simone Merolla, assistente bagnanti dell’”Onda Marina”. Basta dare un’occhiata per rendersi conto degli enormi quantitativi di lavarone che il mare lascia sulla battigia. «A volte ci impieghiamo anche tre-quattro ore – dice Simone Merolla – per ripulire tutta la riva».

Fatica per rimuovere il lavarone a parte, le “balle” di pagliccio e mucillagine non sono l’unico problema in prossimità del Magliano. «Oggi il fosso del Magliano lo vede pulito – ci dicono in spiaggia – ma avreste dovuto vederlo qualche giorno fa, prima dell’ultima mareggiata. Avrebbe dovuto vedere la sporcizia che c’èra. E quella sporcizia dove credete sia finita? Con la mareggiata è andato tutto in mare». Chi di solito fa il bagno ce lo conferma: «Divieto di balneazione o meno – dice – dal Magliano scendono strati di sporcizia».

Ma non c’erano le “griglie” pulitrici al Magliano come al Brugiano? Per altro, la stagione dell’Escherichia Coli era cominciata proprio al Magliano: con un divieto di balneazione che era scattato il 20 giugno.

Giovanna Mezzana

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