Sicurezza
Lunezia “copre” la messa parroco alza l’audio e la diffonde all’esterno
Don Ezio: la manifestazione la facciano alle cave Mingardi che faceva le prove sdrammatizza: cantavo da Dio
MARINA DI CARRARA. Il Premio Lunezia a Marina sta andando a gonfie vele, ma ieri pomeriggio in piazza Menconi, c’è stato un fuori programma durante le prove: il parroco don Ezio, alla stregua del famoso Pier Capponi (“Voi date fiato alle vostre trombe e noi suoneremo le nostre campane!”), poiché la musica delle prove sul palco davanti alla chiesa “disturbava” la messa delle 19, ha pensato bene di rivolgere gli altoparlanti verso la piazza diffondendo così la funzione religiosa in esterna.In quel momento stava facendo le prove Andrea Minghardi, che per sdrammatizzare ha detto: «Ma io cantavo da Dio».
Poi don Ezio ha spiegato: «Sono tre giorni che qua non riposa nessuno, perché la manifestazione non la fanno alle cave o al porto? Avevo chiesto la sospensione delle prove dalle 19 alle 20, perché c’era la messa prefestiva». Ma evidentemente non è stato soddisfatto. E così la messa l’ha sentita tutta la piazza.
L’evento intanto, prosegue contornato ogni sera da un folto pubblico. «Un premio come il Lunezia, che conferisce molta importanza anche alle parole, non può che riempirmi di soddisfazione». Sono le dichiarazioni di Max Pezzali, intervenuto nella serata d'apertura della diciannovesima edizione del Premio Lunezia . Già durante il sound check pomeridiano aveva saputo ottenere il consenso del pubblico, poi tornato ad applaudirlo durante la sua esibizione in chiusura della prima serata. Serata che si è aperta nel nome della qualità e dell'emozione, con una performance canora di Alberto Bertoli in duetto con Loredana D'Anghera, direttore artistico della manifestazione e responsabile delle Nuove Proposte. «Sono molto contento di aver portato a Carrara la musica di mio padre Pierangelo - ha commentato Bertoli - Aver ottenuto un premio di qualità, in una città nella quale si esibì mio padre nel 1992 è una soddisfazione doppia. Sono contento di avere trasmesso al pubblico la stessa emozione che ho provato io». Con la conduzione di Dario Salvatori e Riccardo Benini la prima serata ha registrato molti apprezzamenti per i Matia Bazar: la storica band ha incantato le migliaia di persone presenti, con i virtuosismi di Silvia Mezzanotte. E applausi per Mario Biondi, disponibile e cordiale anche dietro le quinte. E ancora flash e autografi per Red Canzian (c'è lui dietro al progetto "Archimia", musicisti eccellenti presenti a metà serata), Pino Marino, Alberto Tessarotto e Tiromancino. La band di Federico Zampaglione ha proposto alla piazza alcuni dei propri successi. Sul Red Carpet, ideato da Stefano Sturlese e Marzia Cerolin, decine di persone si sono assiepate per avere una foto o un autografo dei propri beniamini.
La kermesse, avvalorata dal contributo tecnico musical-letterario di Paolo Talanca, si concluderà questa sera con Dodi Battaglia, Alessandro Casillo, Gao Ying, Ylenia Lucisano, Nek, i Negrita e Piero Pelù. Per finire, la premiazione del vincitore del concorso "Parole liberate oltre il muro del carcere".
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