Gioco
Equitalia, stop alle cartelle per debiti sotto 2mila euro
Massa Carrara, negli ultimi cinque anni quasi 15mila apuani hanno pagato i loro debiti a rate
MASSA CARRARA
Equitalia cambia faccia e diventa più “soft”: niente più cartelle esattoriali e ganasce fiscali per i mini-debiti fino a 2mila euro. È questa una delle misure al vaglio del governo Renzi, che si trova alle prese con la legge delega sulla riforma fiscale. Una misura che, se confermata, nei prossimi consentirebbe di tirare il fiato a migliaia di cittadini versiliesi.
I numeri. Quanti? Con precisione non è dato saperlo. Equitalia è sempre molto restia nel divulgare i dati sulla propria attività a livello locale. Due i dati da tener presente. Primo: i debiti di importo inferiore ai mille euro rappresentano il 75% delle iscrizioni a ruolo che Comuni, Province, Agenzia delle Entrate, Inps e altri enti passano a Equitalia per ottenere la riscossione di tributi, tasse e contributi non pagati. L’altro dato riguarda il numero di rateizzazioni concesse dall’agenzia di riscossione in Provincia di Massa Carrara tra il 2008 e il 2013: sono 14.705, per un importo totale di 117 milioni di euro da recuperare con il pagamento dilazionato. Solo nel 2013 sono 4.668 i contribuenti apuani che hanno chiesto di poter rateizzare e rappresentano il 50% di quelli che nel corso dei 12 mesi hanno avuto a che fare con Equitalia.
Sempre più dilazioni. Dal 2010 al 2013 (ultimo dato disponibile tra quelli comunicati da Equitalia), nella provincia apuana, il numero delle dilazioni cocesse è più che raddoppiato: sono passate dalle 1.773 del 2010 alle 4.668 del 2013 (come già detto); e i valori del “dilazionato” sono passati complessivamente da 11milioni di euro (2010) a oltre 50 milioni (2013).
Una telefonata gentile. «Buongiorno, siamo di Equitalia e le ricordiamo che lei ha un debito con l’ente X che vorrebbe riscuotere quanto dovuto». Dovrebbe andare proprio così: la vecchia cartella esattoriale sarà sostituita da un mini-ruolo e l’approccio (che sia Equitalia o direttamente il soggetto creditore) col contribuente sarà annunciato da una telefonata. «Un po’ come fanno i gestori dei telefonini e di altri servizi con i clienti morosi – spiega Repubblica – Un call center solleciterà il pagamento verbalmente, poi si passerà ad inviti bonari e solo in caso di necessità partirà la cartella e scatteranno le procedure esecutive della riscossione». L’obiettivo è quello di rendere la vita meno difficile al cittadino moroso, senza però perdere efficacia nel recupero dei crediti. Anzi, casomai l’obiettivo è aumentare la riscossione, visto che in media Equitalia recupera il 30% delle iscrizioni a ruolo e che le sue performance sono andate rallentando negli ultimi due anni.
Rischio caos. Chi da tempo tutela gli interessi dei cittadini che hanno a che fare con Equitalia intravede in questa riforma alcuni rischi: «Se ad occuparsi della riscossione sarà una pluralità di soggetti – spiega Stella Caroni di Sos Cartelle esattoriali – Il cittadino potrebbe perdere contezza dei debiti che si porta dietro. In pratica verrebbe meno una sorta di banca dati centralizzata. Anche l’avviso bonario – o il cosiddetto pre-ruolo – esiste già da tempo. È direttamente l’ente creditore che a proprio discrezione lo invia al cittadino. Il problema è che lo fa con posta ordinaria e il debitore non riesce a capire quando scatterà l’ingiunzione di pagamento. Anche Equitalia – conclude – prima di operare invia dei solleciti e per i debiti fino a mille euro non procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio (mediante posta ordinaria) di una comunicazione contenente il dettaglio del debito».
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