Il Tirreno

«Turisti in fuga» Esplode la rabbia degli operatori

«Turisti in fuga» Esplode la rabbia degli operatori

I balneari parlano di un colpo durissimo all’immagine del territorio e puntano il dito sul depuratore di Querceta

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MASSA. Sono sconcertati, esasperati, gli operatori turistici apuani. Raggiunta la tregua sull’erosione, arrivato finalmente il sole, ecco questa brutta storia dei colibatteri in mare. Un’emergenza di qualche giorno al massimo, d’accordo. Ma maledettamente inopportuna.

«Non c'è stagione balneare dove non venga adottato almeno una volta un divieto di balneazione. E questo è un grave danno di immagine per un territorio che vive di turismo estivo», dicono in coro gli addetti ai lavori, in particolare albergatori e balneari la cui attività dipende direttamente dal mare. Vietare ai bagnanti di buttarsi in acqua in piena stagione estiva, d'altronde, non è molto piacevole, a maggior ragione perché il periodo non è certo favorevole per potersi permettere di perdere qualche turista. «I turisti vengono da noi perché c'è il mare, perché c'è la spiaggia e un buon clima. - spiega Claudio Lotto, presidente degli albergatori Confcommercio- In un momento come quello odierno di difficoltà economiche generalizzato il nostro settore turistico ricettivo ha bisogno di tutto all'infuori di questo tipo di promozione».

«È un peccato che in piena stagione estiva – incalza Luca Martini, presidente dell'associazione dei balneari “Compagnia del Mare” - e soprattutto dopo un periodo in cui sembra aver tardato l'arrivo del caldo, arrivi questa notizia, che è come una spada di Damocle. Durerà sicuramente poco, ma per i nostri clienti è sicuramente un disagio. È triste insomma che accada proprio ora, quando avremmo bisogno di lavorare. Adesso, però, bisogna interrogarsi sulle cause e trovare rimedi».

Le cause appunto. Tra i balneari c'è chi punta il dito contro il depuratore di Querceta, un depuratore consortile a cui si allacciano, quindi, diversi comuni e che in caso di acque abbondanti, come quelle dei giorni scorsi, non riuscirebbe ad assolvere alla propria funzione. Il punto, tuttavia, secondo molti addetti ai lavori è un altro: manca una vera e propria pianificazione del territorio. Lo dimostrebbe il fatto che il fenomeno si ripete da anni.

«Cambiano le giunte, cambiano le correnti politiche ma nonostante tutto questo – continua Lotto - si continua a lavorare in emergenza, il nostro sistema turistico ricettivo apuano ha bisogno di risposte e non di promesse; non può vivere in emergenza ma ha bisogno di certezze. Esistono priorità e queste sono la qualità delle acque e l'arenile in primis, tutto il resto è importante compreso il decoro urbano e la pulizia ma collaterale. Turismo non è un eufemismo ma significa posti di lavoro e sviluppo sostenibile di un territorio, sia per i cittadini sia per i turisti».

Melania Carnevali

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