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Palazzo civico assume ma i dipendenti calano

Palazzo civico assume ma i dipendenti calano

Nel piano triennale 12 nuovi posti di lavoro, ma sono 22 i dipendenti che vanno in pensione, spesa per il personale quasi invariata. Sì ai vigili per l’estate

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MASSA. Palazzo civico assume personale ma, nello stesso tempo, il numero dei suoi dipendenti diminuisce. È l’effetto paradossale del Patto di stabilità sulle finanze dei Comuni, che obbliga le amministrazioni locali a ridurre le spese per il personale e, quindi impedisce di fatto di sostituire tutti i dipendenti che vanno in pensione. Un turn over semi-bloccato.

Da qui al 2016 entreranno in Comune 6 dipendenti di categoria B (di cui due part time); 3 educatrici di asilo nido, un istruttore tecnico, un vigile urbano, un farmacista. In più ci saranno alcune assunzioni a tempo indeterminato: 4 agenti di polizia municipale per la stagione estiva, 7 farmacisti anch’essi per l’estate; un farmacista che invece farà sostituzioni durante le ferie natalizie. Infine, è previsto un incarico a contratto per la copertura di un posto di dirigente attualmente vacante. Il totale è di 12 assunzioni a tempo indeterminato e 12 contratti a termine, 13 con quello per il dirigente. Non molto, ma meglio di niente in questo periodo di scarsità di lavoro.

Il fatto, però, è che a fronte delle nuove assunzioni, ci sarà un esodo ben più massiccio di personale che va in pensione. Entro la fine di quest’anno lasceranno palazzo civico per raggiunti limiti di età 10 lavoratori; altri 11 lasceranno nel 2015 e un altro andrà in pensione nel 2016. In tutto 22 unità , che faranno scendere il totale dei dipendenti dagli attuali 426 a 417: anche in municipio i posti di lavoro diminuiscono.

Il dimagrimento del personale non sarà tuttavia accompagnato da una riduzione sensibile dei costi per pagare gli stipendi dei “comunali”: la spesa per il personale prevista per il 2014 è di 15,68 milioni di euro; nel 2016 scenderà a 15,55: 130mila euro di risparmio, meno dell’1%. È quanto si legge nel piano triennale del “fabbisogno di personale” approvato nei giorni scorsi dalla giunta Volpi. Un piano condizionato dal patto di stabilità che vincola gli enti locali a spendere per i nuovi assunti una cifra complessiva che può essere al massimo il 60% del costo del personale di ruolo andato in pensione nell’anno precedente. Tale contingentamento verrà progressivamente allentato fino a scomparire nel corso del triennio ma, intanto, costituisce un freno a ogni idea di sindaci e amministratori di ampliare la pianta organica del Comune.

A conti fatti, insomma, ci sono i soldi per mantenere le assunzioni estive dei vigili urbani, indispensabili per fare fronte all’aumento di popolazione turistica e per consentire agli agenti di ruolo di fare le ferie; per le sostituzioni dei farmacisti e per poco altro. Per chi ancora vede nelle amministrazioni pubbliche il luogo in cui è possibile trovare lavoro, un brusco risveglio.

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