Il Tirreno

Aliquote Irpef e Tasi: stangata sulla città

di Cinzia Carpita
Aliquote Irpef e Tasi: stangata sulla città

L’amministrazione sceglie quelle più alte per controbilanciare i mancati introiti del marmo e creare un fondo di riserva

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CARRARA. Il sindaco Zubbani lo aveva annunciato in anteprima al Tirreno: più pressione tributaria sui cittadini per controbilanciare mancati introiti del marmo. Manovra sull’Irpef e sullaTasi (la nuova tassa finora non applicata dal Comune e che in pratica sostituisce l’Imu sulla prima casa che dal 2012 non si pagava più. Ecco che ora si delineano le aliquote, discusse ieri in commissione bilancio alla presenza dell’assessore Giuseppina Andrezzoli.

Scelte le aliquote massime dall’amministrazione: i primi di agosto saranno sottoposte all’approvazione del consiglio comunale per il bilancio di previsione 2014 che il governo fa slittare al 30 settembre ma che la giunta intende varare molto prima.

Aliquota Irpef. Dunque: l’addizionale Irpef (finora a scaglioni per reddito) va allo 0,8 per cento. Per cui l’entrata nella casse comunali dai 4,7 milioni di euro del rendiconto 2013 (il rendiconto del 2012 era di 5 milioni circa), passa a 6 milioni e 450mila euro del bilancio di previsione 2014. C’è una soglia di esenzione per i redditi imponibili fino a 10mila euro.

L’impennata servirà sostanzialmente, come è stato spiegato in commissione, ad incrementare il fondo di svalutazione crediti, in pratica un fondo di riserva, che diventa più elevato degli anni precedenti. Sarebbe attorno ai 4-5 milioni. «Circa il 20 per cento dei canoni del marmo non vengono riscossi – ha detto il presidente della commissione Roberto Conserva – e su 19 milioni di gettito previsti, vengono quindi a mancare 4 milioni. Il lapideo rappresenta il 30 per cento delle entrate comunali, ci so puà confrontare con le categorie su tutte le problematiche del conmparto per trovare un punto di equilibrio». Ma il sindaco ha detto chiaramente che sulla tariffe ormai decide il Comune.

Aliquota Tasi. Secondo la proposta che approderà in consiglio comunale, si prevede l’applicazione della quota massima, ossia il 3,3 per mille. «In tal modo possiamo applicare detrazioni – ha detto l’assessore Andreazzoli – e abbiamo pensato a una detrazione fissa di 140 euro su tutte le prime case. In pratica si torna alla situazione di quando l’Imu sulla prima casa si pagava, cioè si torna al 2012. Sugli altri immobili l’aliquota è dell’1 per mille. Gettito previsto: 5.750.000 euro. A Massa l’aliquota sulla abitazione principale è del 2.9 per mille con una detrazione di 100 euro fino a 500 euro di reddito catastale. Noi abbiamo fatto un buon lavoro con la Tasi». L’assessore non vorrebbe sentir parlare di stangata.

Nel bilancio di previsione sono calcolate entrate per 51 milioni compreso il recupero dell’evasione Ici per 800mila euro, imposta sulla pubblicità per 630mila euro, Tassa per l’occupazione di suolo pubblico per 720mila euro, Tares-Tari (tassa sui rifiuti) per 15 miliioni, e altre voci minori.

«Intendiamo incrementare nel 2014 il fondo di riserva – dice Andreazzoli poiché perdura il rischio sulle entrate del marmo. Anche in passato abbiamo accantonato cifre per tamponare i problemi ma pesando in modo minimo sulla città. Nel 21014 ci sono necessità tecniche per stabilizzare il bilancio. Per il resto, nell’altra parte del bilancio confermiamo le linee dell’amministrazione: attenzione al sociale e alla didattica, i servizi sul territorio sono confermati al 100%, nonostante i minori trasferimenti dello Stato». Ma quando si pagherà la tasi? Sono indicate due rate: il 16 ottobre prossimo (sulla prima casa e altri fabbricati) e il 16 dicembre (assieme all’Imu sulle case non principali).

L’assessore puntualizza inoltre : «Abbiamo 151 milioni di debiti e 13 milioni da pagare fra interessi e quote capitale: ma abbiamo ridotto l’indebitamento in questi anni. Dal 2012 al 2013, è sceso da 172 a 151 milioni e a fine 2014 intendiamo arrivare a 144 non aprendo mutui. E gli interessi sugli oneri dei mutui già contratti, dal 2011 al 2014 calano da 14,4 a 13,2 milioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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