Il Tirreno

Un cimitero di barche nella zona industriale

Un cimitero di barche nella zona industriale

La discarica abusiva di scafi in vetroresina scoperta durante lavori di pulizia di una piccola giungla di sterpaglie. Lo smaltimento costerà almeno 50mila euro

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MASSA. Spunta una discarica di barche nella zona industriale. Scafi di vetroresina, stampi per imbarcazioni, pezzi di tughe e ponti, assieme ad altri rifiuti “classici” sono stati abbandonati su un terreno di via Dorsale,all’altezza dell’intersezione con via Degli Unni. Una discarica abusiva creata da chissà quanto tempo, probabilmente da svariati anni, e finora nascosta da una fitta barriera di sterpaglia e vegetazione incolta.

A farla venire alla luce sono stati i lavori di “disboscamento” dell’area condotti dal Consorzio Zona industriale che, adesso, a causa della discarica, ha un problema in più da risolvere. L’intervento della Zia, partito alcuni giorni fa, è stato “ordinato” dal Comune, che aveva inviato al consorzio una diffida del seguente tenore: in qualità di proprietari, siete chiamati a ripulire a vostre spese quell’area, la cui folta e incolta vegetazione limita la visuale dell’incrocio fra via Dorsale e via degli Unni e, pertanto, costituisce un pericolo per la circolazione stradale. Il consorzio zona ha ottemperato all’ordinanza e, sorpresa, ha portato alla luce un vero e proprio cimitero di relitti in vetroresina e plastica che sono classificati come rifiuti speciali.

I responsabili dell’ennesimo scempio ambientale non sono ancora stati individuati e l’impressione è che sarà difficile farlo. Il terreno in questione, circa mille metri quadrati, un tempo di proprietà della Montedison, è abbandonato da anni. Diversi anni fa fu al centro di un contenzioso con una piccola azienda che produceva scafi per la nautica che ne reclamava l’acquisizione per usucapione. Finì che l’area venne acquisita dal consorzio Zia e lasciata in abbandono. Trasformandosi pian piano in una piccola giungla inacessibile. Un pezzo di territorio dimenticato, fino a questi giorni, quando i lavori di pulizia e taglio dei rovi, hanno fatto emergere la discarica.

Smaltire quei rifiuti non sarà semplice e sarà sicuramente costoso. Si stima un investimento dell’ordine dei 50mila euro per ridurre a pezzi gli scafi e condurli in discariche attrezzate a riceverli. Costi che dovranno essere sostenuti dalla Zia che, a sua volta, potrà rivalersi su chi ha creato quel danno. Ammesso che riesca a trovarlo. Un imprevisto non gradito per il consorzio, le cui risorse sono estremamente limitate. Unica soluzione che pare all’orizzonte: la vendita del terreno.

Claudio Figaia

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