Gli agenti raccontano: ci eravamo qualificati ma ci aggredirono
MASSA. Una rissa troppo feroce quella al Vintage di piazza De Andrè a Cinquale perché possa essere nata casualmente, senza motivi particolari e tra sconosciuti, come hanno voluto far credere al Gip...
MASSA. Una rissa troppo feroce quella al Vintage di piazza De Andrè a Cinquale perché possa essere nata casualmente, senza motivi particolari e tra sconosciuti, come hanno voluto far credere al Gip Alessandro Trinci i sei ragazzi interrogati martedì scorso al Tribunale di Massa. Per questo, gli arrestati nel blitz della Squadra Mobile, rimangono tutti agli arresti domiciliari. Tranne Alessandro Tonlazzerini, il 21enne considerato quasi estraneo ai fatti, coinvolto perché aveva cercato di aiutare il ragazzo minorenne, mentre volavano le sedie e i bicchieri, ma che, avendo visto che la situazione stava degenerando, si era subito allontanato dal luogo della rissa.
Gli avvocati di Alessio Mazzi, Andrea Bonuccelli, Mattia Ricci, Marco Menchini e Franco Pucci, invece, presenteranno istanza di riesame a Genova, ma intanto si delineano anche altri particolari della rissa al Vintage, che la procura di Massa Carrara, lo ricordiamo, tende a collegare con i fatti di sangue avvenuti nel mese di dicembre sul territorio, gli accoltellamenti davanti al Baraonda, discoteca del Cinquale e l'omicidio di Natale, in piazza Mercurio. Coinvolti in quella violenta rissa, furono anche tre agenti, appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria di Massa, i quali, dopo il 27 ottobre, fecero subito denuncia contro ignoti, per aver preso bastonate ed essersi ritrovati le auto distrutte. Gli agenti, poi, a seguito dell'inchiesta aperta dalla Procura e agli arresti dei sei ragazzi, si sono costituiti parte civile, in attesa del processo.
Si aggiunge, dunque, un altro punto di vista: i tre agenti, che naturalmente non erano in servizio, stavano trascorrendo una serata tra amici all'interno del Vintage, quando hanno visto scoppiare fuori dal locale la rissa; hanno sentito rumori di mazze contro le carrozzerie delle auto e hanno visto che una delle vetture colpite era proprio la loro; sono usciti e gli si è presentata davanti una situazione quasi paradossale, di giovani inferociti, armati di bastoni, che se le davano di santa ragione, mentre volavano bicchieri e sedie, gli arredi del locale, le fioriere. I tre hanno pensato bene di qualificarsi, nella speranza che i giovani si placassero almeno davanti alla Polizia, ma non c'è stato nulla da fare, anzi: sono stati colpiti con le mazze, uno è stato medicato sul posto, un altro portato al Pronto Soccorso. Il bilancio della serata è stato disastroso. Alla semplice denuncia per lesioni, si è aggiunta anche quella di resistenza a pubblico ufficiale, visto che, come specificato dall'avvocato di parte civile Adriana Lorusso, i tre si erano qualificati come poliziotti. La parte civile naturalmente adesso aspetta i rinvii a giudizio e l'avvio del processo e conta che i tre poliziotti vengano ascoltati dal Pm anche come persone informate dei fatti, testimoni preziosi insomma, e non soltanto parte lesa.
Manuela D’Angelo
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