Sicurezza
Bilancio, dai revisori allarme su entrate e società partecipate
Pesa l’incertezza sui gettiti del settore del marmo ma si guarda anche ai conti di Cermec e Cat
CARRARA. L’incertezza sul gettito del settore lapideo e i conti traballanti delle partecipate, secondo i revisori dei conti del Comune di Carrara le note dolenti del bilancio del municipio sono sempre le stesse.
E’ quanto si legge nel parere sul bilancio di previsione 2014 compilato da Gianluca Barbieri, Andrea Pasquini e Marzia Grassi, i tre dottori commercialisti che compongono l’organo di revisione.
Che si tratti del commento al bilancio consuntivo o a quello preventivo, ormai da qualche anno i campanelli d’allarme sono sempre gli stessi: «Restano tutte le incertezze relative agli introiti del settore lapideo, più volte evidenziate nelle precedenti relazioni e ampiamente note al Consiglio Comunale» si legge nel parere dove si cita la «sentenza del Tar Toscana, che ha annullato gli atti con i quali sono state determinate le tariffe per il 2012 e 2013».
Davanti a questo provvedimento, spiegano i revisori «l’amministrazione ha proposto ricorso al Consiglio di Stato e contestualmente ha stabilito (…)di considerare efficaci gli accordi del 28/02/2008 e del 29/07/2009 nei confronti dei soggetti che vi abbiano formalmente aderito mentre ha stabilito di determinare nuove tariffe nei confronti degli altri».
La relazione dell’organo di revisione non ne parla, ma a rendere se possibile ancora più incerto il quadro, gli accordi sopra citati sono finiti a loro volta nel mirino della Procura di Massa-Carrara, con una raffica di avvisi di garanzia a Sindaco, Assessori ed esponenti delle associazioni di categoria, sospettati di aver concordato “tariffe al ribasso” a tutto svantaggio delle casse del municipio. Inchieste della magistratura a parte, secondo il collegio dei revisori, «le problematiche sopra evidenziate hanno avuto riflessi negativi sugli incassi». Impossibile a questo punto non ripensare alle parole pronunciate solo due settimane fa dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani che, parlando proprio del gettito del marmo aveva quantificato in 8 milioni di euro i mancati introiti del settore, per gli anni 2012 e 2013.
Ma se i conti di piazza Due Giugno “non tornano” la colpa non è solo delle incertezze sul gettito del lapideo: i revisori, pur dando «atto che l’Ente ha iniziato ad adeguarsi alle prescrizioni previste in materia di controlli sulle società partecipate, adottando un sistema informativo potenzialmente idoneo a monitorare la situazione contabile» sottolineano che «tale sistema deve essere ulteriormente implementato (…) per evitare il deterioramento finanziario delle partecipate, vedi casi Cermec e Cat».
A detta dello stesso organo di revisione, «la situazione della Progetto Carrara è indubbiamente la più delicata, considerato che il bilancio 2013 si è chiuso con una perdita di 3 milioni 193 mila euro»: i tre professionisti concludono quindi richiamando la loro relazione al bilancio consuntivo 2013, in cui si sollecitavano «provvedimenti necessari al fine di evitare ricadute finanziarie negative sul bilancio» provvedimenti che a oggi non sono ancora arrivati.
Di certo c’è la volontà di chiudere sul nuovo regolamento degli agri marmiferi e sul piano delle entrate l’amministrazione ha già annunciato probabili rincari per equilibrare mancate entrate dovuti a ricorsi di imprese del marmo.
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