Il Tirreno

aSSOLTO IL RAPINATORE DI FARMACIE

«Non era evaso, stava cercando lavoro»

«Non era evaso, stava cercando lavoro»

CARRARA. «Il mio cliente non ha commesso il reato di evasione. Era fuori di casa negli orari di permesso stabiliti dal tribunale, solo per cercare un lavoro che gli consenta di rimettersi in...

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CARRARA. «Il mio cliente non ha commesso il reato di evasione. Era fuori di casa negli orari di permesso stabiliti dal tribunale, solo per cercare un lavoro che gli consenta di rimettersi in carreggiata».

Parla l’avvocato Alessio Menconi che assiste Giovanni Rossi, l’ex operaio di nca finito prima in carcere, e poi ai domiciliari, per aver rapinato tre farmacie tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

L’uomo era quindi finito a processo per evasione ma, processato per direttissima il giudice lo ha assolto, “perchè il fatto non sussiste”.

È una vicenda delicata quella di Gianni Rossi che dalla primavera di quest’anno si trova agli arresti domiciliari. Dopo un periodo trascorso in carcere venne condannato alla pena di 3 anni e otto mesi di reclusione, ma - come ha messo bene in evidenza il suo legale - con il permesso di uscire per due ore, due volte la settimana, proprio per cercare lavoro.

«Il mio assistito - spiega l’avvocato Menconi - aveva chiesto al giudice di tornare in carcere. Non ce la faceva a vivere così, senza fare nulla, e aveva intenzione di tornare al lavoro per mettersi in carreggiata e ricominciare una vita onesta».

E il giudice gli aveva dato ascolto concedendo all’ex operaio di Nca due ore, per due giorni alla settimana. Quelle che gli avevano già consentito di rimettersi in pista e di andare a bussare a tante porte per trovare un’occupazione.

«Rossi è stato sorpreso fuori di casa durante le sue regolari ore di permesso - precisa quindi l’avvocato Menconi - e perciò non si è configurato alcun reato di evasione».

Per Giovanni Rossi è dunque arrivata l’assoluzione. Un’assoluzione che arriva in un momento particolarmente difficile. L’uomo, come ha dichiarato durante il processo finito con la condanna per le rapine alle farmacie, aveva dichiarato che, una volta perso il lavoro in cantiere, non aveva più trovato altra occupazione. Una situazione di disperazione che lo aveva spinto a compiere l’atto estremo: con una pistola giocattolo si era messo a rapinare le banche. Proprio quelle vicino a casa. Ed era stato beccato.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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