Il dolore
Don Gnocchi: ora si tratta Revocato lo sciopero
Fondazione e sindacati tornano al tavolo della discussione, stop alla protesta Cgil, Cisl e Uil: «I tagli creano turni massacranti e peggiorano il servizio»
MASSA. Si riapre il dialogo fra sindacati e Fondazione Don Gnocchi, in quella diatriba sulla riorganizzazione dei protocolli riabilitativi, che un mese fa aveva portato il personale a incrociare le braccia per due ore.
Oggi si sarebbe dovuto tenere il secondo sciopero, ancora più importante: lo stop era, infatti, fissato per otto ore. Ma è arrivata ieri mattina, dopo una riunione fiume in Prefettura, la firma di un verbale in cui le varie parti –lavoratori, sindacati e Fondazione – si impegnano a riprendere le trattative. Si terrà quindi stamani il primo tavolo – a cui ne seguirà un secondo martedì prossimo -che avrà all'ordine del giorno sei punti riassumibili in una richiesta da parte dei sindacati: «che venga stilato un regolamento che permetta al personale di lavorare in maniera dignitosa e offrire un servizio di qualità».
Lo riferiscono le stesse organizzazioni sindacali, che ieri pomeriggio hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla vertenza. Nella sede della Cisl in via Democrazia c'erano: Claudio Salvadori, segretario provinciale della Uil Fpl, Pierluigi Trivelli, segretario provinciale funzione pubblica Cisl e Pia Magnusson, responsabile della sanità privata per la Cgil. La trattativa ripartirà quindi da dove è stata interrotta, dalla discussione sulla riduzione della seduta di riabilitazione da 60 a 45 minuti, contestata dalle organizzazioni dei lavoratori.
Secondo i sindacati, infatti, la riduzione di 15 minuti, non solo crea turni di lavoro massacranti per il personale che «si trova con il doppio degli appuntamenti, uno dietro l'altro in una specie di equilibrismo» - dice Magnusson- ma influisce direttamente sulla qualità del lavoro offerto. «In 45 minuti – spiega Trivelli – non si può offrire a un paziente un servizio buono, perché una riabilitazione necessita più tempo». «Se una azienda vuole essere competitiva – aggiunge Salvadori – e noi vogliamo che lo sia, deve offrire un servizio di qualità, altrimenti la gente va a fare riabilitazione al nord”. Lo spiraglio, stando ai sindacati, sembra aprirsi. “Stamani (ieri per chi legge), durante il tavolo in Prefettura – incalza Trivelli – è emersa l'ipotesi di valutare ogni singolo caso, se quindi il paziente ha bisogno di 45 o 60 minuti. In ogni caso vogliamo un regolamento che stabilisca la riorganizzazione dei servizi ambulatoriali e l'applicazione dell'orario».
Al tavolo della trattativa si parlerà anche di come applicare il regolamento delle 80 ore. «La riorganizzazione – spiega Magnusson –prevede che il personale faccia 80 ore in più all'anno, con, tra l'altro, due giorni in meno di ferie. Ora dobbiamo capire come spalmare queste ore in modo da rendere minimo il disagio dei lavoratori».
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