Il Tirreno

«Stop ai ticket» Lenzoni scrive a Strada

MONTIGNOSO. «Carissimo Gino Strada, perché si può pagare tutto posticipatamente e a rate come luce, acqua, gas, canone Rai, spazzatura, Sky, telefonia mobile, bollo auto, assicurazioni, ma non un...

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MONTIGNOSO. «Carissimo Gino Strada, perché si può pagare tutto posticipatamente e a rate come luce, acqua, gas, canone Rai, spazzatura, Sky, telefonia mobile, bollo auto, assicurazioni, ma non un servizio così essenziale e vitale come quello sanitario?». A scrivere una lettera, nero su bianco, al famoso chirurgo, fondatore di Emergency, è Marco Lenzoni, l'infermiere sindacalista del cup di Montignoso balzato alle cronache nazionali per aver pagato il ticket sanitario alla figlia di una signora in stato di bisogno. Lo ha fatto a nome del Coordinamento Toscano per il diritto alla salute, per rilanciare la campagna contro i ticket sanitari. Lenzoni parte proprio da quel fatto di cronaca, accaduto nei primi mesi del 2013, per chiedere a Gino Strada di aderire al loro appello al “diritto alla salute” e fare così da apripista ad altre persone note, in particolare a medici e operatori sanitari.

«Una madre con le lacrime agli occhi – scrive l'infermiere - mi aveva chiesto aiuto perché avevano appena negato a sua figlia febbricitante un prelievo ematico regolarmente richiesto dal medico di famiglia, il motivo del rifiuto era stato tanto semplice quanto vergognoso, questa madre non aveva al momento 50 euro per pagare il ticket previsto per gli esami e quindi gli sono stati rifiutati. La donna non aveva diritto all’esenzione, ma allo stesso tempo e come accade alla stragrande maggioranza degli italiani, a stento arriva alla fine del mese».

Lenzoni racconta tutta la vicenda partita nel comune montignosino e arrivata agli schermi della tv: dagli attriti con la Asl, della minaccia di provvedimento disciplinare, degli scontri con la Cgil – sindacato a cui è iscritto – arrivando poi al nodo della campagna. «Non si tratta – scrive - solo della lotta contro i ticket, troppo onerosi per la maggior parte della gente in questa fase di crisi acuta. La questione è centrale e profonda: se le prestazioni sanitarie vengono fornite ai cittadini soltanto dopo il pagamento del ticket e se senza il preventivo pagamento del ticket le prestazioni sanitarie vengono negate, quale differenza rimane più fra un ospedale privato e uno pubblico? Invece della Tav potremmo fare per 15 anni analisi gratuite per tutti, altro che gli 80 euro di Renzi».

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