Il Tirreno

«Ci siamo solo difesi» Rissa, interrogati i ragazzi

di Manuela D'Angelo

Versioni contrastanti sulla colluttazione in piazzetta De Andrè al Cinquale nei colloqui di garanzia dei sette giovani agli arresti domiciliari

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Un'intera giornata al Tribunale di Massa per gli interrogatori di garanzia dei sei giovani coinvolti nella rissa del 27 ottobre 2013 in piazza De Andrè a Cinquale.

Si comincia alle 11, in un'aula blindatissima, da cui è impossibile anche sbirciare l'interno: Alessio Mazzi, Mattia Ricci, Andrea Bonuccelli, Marco Menchini, Franco Pucci e Alessandro Tonlazzerini arrivano scortati dagli agenti di polizia penitenziaria, entrano ed escono dal parcheggio sotterraneo, sfilano davanti al Gip Alessandro Trinci e nella maggior parte dei casi rispondono a tutte le sue domande. Soltanto per Giacomo Pucci, il settimo indagato per la rissa montignosina, l'interrogatorio si svolgerà nei prossimi giorni in carcere, poiché lui sta già scontando la pena di 8 anni e 4 mesi per il tentato omicidio il 21 dicembre 2013 al Baraonda, di Marco Menchini e Franco Pucci.

Menchini e Pucci, difesi dall'avvocato Andrea Lazzari, negano l'esistenza della 'loro' banda, quella di Castagnara, ma dichiarano davanti al Gip di conoscere i componenti dei Poggi, "quelli organizzati, quelli armati e vendicativi". I due ragazzi hanno parlato a lungo, al Gip avrebbero detto che "quelli" armati erano gli altri, di bastoni e spray al peperoncino e che non c'era stato alcun motivo preciso per cui avevano iniziato a picchiare.

Loro si erano soltanto difesi. Menchini, tra l'altro, si è dichiarato parte lesa, e vittima, sia nei fatti avvenuti in piazza De Andrè, sia in quelli del Baraonda: perone rotto nel primo caso, coltellata quasi mortale nel secondo.

La versione viene confermata da Alessandro Tonlazzerini, difeso dall'avvocato Paolo Bertocini: «Ha detto al giudice di non aver partecipato alla rissa- ci dice il legale- voleva sedare gli animi, è stato colpito una volta ed è scappato».

La versione dei ragazzi dei Poggi naturalmente è stata diversa: intanto Andrea Mazzi, difeso dall'avvocato Enzo Frediani, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Bonuccelli invece avrebbe risposto a tutte le domande del Gip, dichiarando di essersi soltanto difeso dagli attacchi degli altri ragazzi.

Anche Mattia Ricci, difeso da Alessandro Maneschi, avrebbe dichiarato al Gip di aver preso alcuni cazzotti e poi di essere stato raggiunto da uno spray urticante e di essersi per questo allontanato; avrebbe anche negato di riconoscere i componenti della "banda" avversaria. Tutti i legali hanno chiesto per i loro assistiti una misura cautelare meno pesante dei domiciliari e aspettano che il gip decida se accogliere o meno le istanze; in caso negativo saranno già pronti al riesame di Genova.

Il Gip, attraverso le sue domande, ha cercato di individuare il filo conduttore che, secondo le indagini della Procura, porterebbe agli altri fatti di sangue avvenuti in città, nel mese di dicembre: l'accoltellamento davanti al Baraonda e l'omicidio di Natale. Ma il puzzle è difficile da ricomporre: mancano ancora molti pezzi da incastrare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa