Il dolore
Centri estivi, il pubblico da solo non basta
Per Zubbani mancano le risorse e per dare risposte alle famiglie servono anche i privati
CARRARA. Il Comune cercherà di trovare risortse per il potenziamento dei centri estivi ma detto questo il sindaco Angelo Zubbani invita a prendere atto che ilo pubblico da solo non ce la farà a garantire una risposta alle famiglie e quindi serve l’apporto dei privati.
Così in sintesi Zubbani sul funzionamento dei centri estivi . «Si è arrivati quest'anno all'affidamento in house ad Apuafarma . del servizio nonché di altri centri di aggregazione per minori, quale nello specifico la Ludoteca di Bonascola, per il triennio 2014/2016 - spiega in una nota il sindaco - In questa fase di difficile transizione, si è reso opportuno un maggior ricorso all'assegnazione di mezzi e strutture di proprietà comunale ad associazioni e scuole private operanti nel periodo estivo sul territorio, al fine di continuare in ogni caso a garantire in ambito comunale un servizio all'utenza anche a fronte di un ridimensionamento del servizio comunale e in ipotesi anche di una vera e propria impossibilità».
Ad oggi la capacità di spesa del Comune consente di far fronte ad un dimensionamento del servizio estivo pari a n. 4 centri per massimo 300 bambini, a fronte dei circa 400 dell'anno 2011, cui va aggiunta l'offerta da sempre garantita da alcune strutture private.
«Pur ritenendo superata la fase di emergenza e garantito il servizio pubblico, si tratta di prendere atto che questo non è, in ogni caso, sufficiente (e non lo è mai stato) a garantire una totale risposta alla domanda delle famiglie -dice Zubbani - Sarà pertanto cura dell'Amministrazione Comunale procedere ad una ulteriore verifica delle modalità di opportuna sussidiarietà tra il servizio pubblico e i servizi gestiti dai privati, lo svolgimento dei quali è da ritenersi comunque di pubblico interesse.Per quanto riguarda, infine, il ricorso alle prestazioni di personale comunale ad Apuafarma con la qualifica di cuoco e in regolare servizio, si precisa che ciò costituisce una normale modalità di esercizio dei servizi affidati alle Società in House, che consente peraltro una economicità di gestione del servizio e un ampliamento dello stesso, altrimenti non sostenibile nella stessa misura in caso di aumento di costi».
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