Proteste
Una sciarpa rosa mondiale
Si tenta il Guinness dei primati ma per promuovere la lotta ai tumori
MASSA. Si ritrovano nell'ora “del silenzio”, dalle 14 alle 16, con lana rosa e ferri alla mano per lavorare a maglia.
È il gruppo “mani di fata” del camping Casone, alla Partaccia, che ha aderito così all'iniziativa della sciarpa rosa promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, in collaborazione con l’associazione Mafalda, per la realizzazione della sciarpa rosa più lunga del mondo.
Un Guinness che non vuole essere un mero riconoscimento, ma una lotta al tumore al seno. Le due titolari del camping, Ada Giusti e la cognata Laura Bonuccelli, sensibili alle tematiche sociali, hanno deciso di dare il loro contributo. Un gruppo di dieci donne, fra clienti stagionali e di passaggio, si ritrova quindi ogni giorno in quella fascia oraria al fresco del campeggio, per lavorare a maglia.
Il gruppo mani di fata, però, non è nuovo a queste iniziative.
«Prima di aderire a questo progetto – racconta Laura – facemo borse o maglioncini da donare alle suore di clausura di Monza che con il materiale che ricevono fanno banchetti e il ricavato lo devolvono in beneficenza. Per le donne del camping e per noi è un modo di stare insieme e contribuire a fare del bene».
L’invito per il guinness è chiaramente esteso a tutti. Per aderire basterà un gomitolo di lana rosa per confezionare un pezzo di sciarpa larga circa 25 centimetri e lunga minimo un metro e mezzo, utilizzabile, che man mano sarà unita al resto fino a formare una lunghissima sciarpa che potrebbe battere il primato che detiene Pergine, provincia di Trento, con una sciarpa lunga 3 chilometri e 150 metri.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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