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ieri la sentenza

Minacce all’ex: condannato

Minacce all’ex: condannato

Lei lo lascia, lui non ci sta: «Dammi i soldi o ti taglio la gola»

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MASSA. Lei lo lascia, lui perde il lume della ragione: la minaccia, si apposta sotto casa, le brucia la porta d’ingresso, gliela cosparge d'olio, e alla fine le scrive una lettera con la chiusa «Occhio a dove metti i piedi perché sono a Massa». Questo scritto è la goccia che fa traboccare il vaso: lei, 36enne massese, diffida lui, l'ex compagno 40enne di nazionalità marocchina.

Gli episodi si sono svolti tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Ieri l'ex fidanzato è stato condannato, in primo grado, dal giudice a tre mesi e mezzo di reclusione per minacce.

Il pubblico ministero aveva chiesto una pena più severa (9 mesi). Non solo per gli avvertimenti intimidatori – «Se non mi dai i soldi, ti taglio la gola» oppure «Vengo e do fuoco al palazzo» – ma anche per gli appostamenti e per la reiterazione delle minacce. In casi simili, infatti, il capo d’imputazione può essere addirittura stalking. Al di là della vicenda che ha il suo profilo di tragicità, «Questo è un caso interessante sotto il profilo giuridico – nota Alessio Menconi, legale d’ufficio dell’imputato – L’ex convivente ha diffidato il mio assistito, ma alla fine non ha sporto querela; se l’avesse fatto, si sarebbe procedure d’ufficio per stalking».

Oltre alla costernazione per la relazione sentimentale finita, la molla che ha fatto scattare le minacce di lui era soprattutto di natura economica: lui riteneva l’ex compagna responsabile della condizione di difficoltà in cui si trovava dopo la fine della loro storia.

(g.m.)

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