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Drink in strada, multati (50 euro) quattro giovani

di Giovanna Mezzana
Drink in strada, multati (50 euro) quattro giovani

MARINA DI CARRARA. Bicchiere di carta o bottiglia di vetro non fa la differenza: se vi pizzicano a bere alcol in strada vi prendete una multa da 50 euro. Non solo: baristi e imprenditori della Movida,...

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MARINA DI CARRARA. Bicchiere di carta o bottiglia di vetro non fa la differenza: se vi pizzicano a bere alcol in strada vi prendete una multa da 50 euro. Non solo: baristi e imprenditori della Movida, occhio: non dimenticate che si rischia grosso a vendere alcol ai minori, come del resto prevede una legge – la n.189 – del 2012. Lo sa bene il titolare di un locale di Marina, che nel fine settimana è stato colto mentre serviva un amaro Montenegro ad un 17enne. Risultato? Gli agenti di polizia gli hanno fatto una sanzione di 330 euro. Gli è andata di lusso. Se il giovane avesse avuto 16 anni anziché 17, il barista non avrebbe commesso (solo) un illecito bensì un reato.

Ricapitolando: se si serve alcol a chi ha meno di 16 anni, si compie un reato penale punito con l’arresto fino ad un anno (a cui si aggiunge una multa). Se si dà da bere alcol a chi ha meno di 18 anni ma più di 16, si compie un illecito amministrativo, punito con una sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro. Le sanzioni si appesantiscono – la pena per l’arresto, ad esempio – se il minore si ubriaca; e le multe aumentano da 500 a 2.000 euro, con sospensione dell’attività per tre mesi, se il fatto è commesso più di una volta.

Eppure a molti gestori di bar e locali questi divieti non sono ancora entrati in testa: non abbastanza almeno, come ci dicono dal comando di polizia di Carrara.

È quasi un fatto d’abitudine, di costume: agli operatori della Movida non viene ancora spontaneo pretendere il documento di identità quando al bancone del bar o del pub si avvicina un avventore che, alla vista, potrebbe avere meno di 18 anni. Dovrebbe essere un meccanismo che scatta automaticamente, invece così non è. Qual è l’ostacolo? Il business, ovviamente.

Se in tutta Marina un solo barista si mette a fare lo sceriffo chiedendo il documento a ogni teen-ager che si avvicina, nel giro di un fine settimana avrà il locale vuoto. Se però tutti gli “imprenditori” della Movida lo facessero – (almeno) così come il farmacista non ci vende un antivirale se non mostriamo la ricetta del medico – tutti i locali continuerebbero ad avere il proprio giro di affari. Rispettando la norma. E rispettando i minori.

Bisognerà rimettersi in riga perché la polizia di stato, in collaborazione con la polizia municipale, non ha intenzione di chiudere un occhio. Lo confermano i risultati dei controlli del fine settimana. Gli uomini del commissariato, oltre ad aver multato il barista per l’amaro al 17enne, hanno scandagliato anche sei sale-slot. La polizia municipale ha invece sanzionato quattro consumatori di alcol: in questo caso, tutti maggiorenni; non hanno rispettato l’ordinanza del sindaco che quest’anno prevede il divieto di consumare drink alcolici in strada, in qualunque contenitore (vetro o carta, che sia). La bevuta del sabato sera a ciascuno di loro è costata, oltre al prezzo pagato al barista, 50 euro (di multa).

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